Berlusconi: “Lavoro per migliorare l’Italia”. Violante: “Sul dialogo aspettative troppo alte”

- La Redazione

Berlusconi torna a parlare ai militanti: “Ringrazio per il sostegno e l’incoraggiamento di questi giorni, ho ripreso a lavorare per mantenere il mio impegno: cambiare in meglio la nostra Italia”. Violante avverte: “Non temere troppo alta l’aspettativa, lavorare con determinazione ma senza toni particolarmente alti perchè quando le vele sono troppo gonfie si possono sgonfiare rapidamente”

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Dal giorno dell’aggressione al premier in Piazza Duomo sembra che sia passata parecchia acqua sotto i ponti, gli ultimi giorni del 2009 sembrano infatti essere segnati da un nuovo clima di dialogo tra le forze politiche. Ripresosi dall’infortunio Silvio Berlusconi ha scritto ai propri militanti: “Ringrazio per il sostegno e l’incoraggiamento di questi giorni, ho ripreso a lavorare perché tante sono le cose da fare per mantenere il mio impegno: cambiare in meglio la nostra Italia”.
Un’iniziativa che si inserisce nella campagna tesseramento del Pdl: “Mi ha molto confortato sapere di essere circondato e sostenuto dall’affetto di tante persone come Lei, che vogliono costruire e non distruggere, che vogliono il bene di tutti e a nessuno augurano il male” recita la mail rivolta ai militanti.
Sul fronte della sicurezza l’attenzione è sempre alta e sono stati presi ulteriori accorgimenti: è stata infatti spostata la fermata d’autobus in via del Plebiscito davanti a palazzo Grazioli, dove vive il premier Silvio Berlusconi.
Allontanato il fantasma della violenza politica il 2010 sarà davvero l’anno delle riforme condivise? Continua nella pagina seguente…

L’ex presidente della Camera Luciano Violante predica la calma, suggerendo di "non tenere troppo alta l’aspettativa, di lavorare con determinazione ma senza toni particolarmente alti perchè quando le vele sono troppo gonfie si possono sgonfiare rapidamente". Parole sagge dell’esponente Pd che da il nome alla bozza su cui si potrebbero giungere a un’intesa: "Bisogna ridurre il numero dei parlamentari, differenziare le funzioni di Camera e Senato e rafforzare i poteri del presidente del Consiglio in Parlamento cosi’ come i poteri di controllo dello stesso Parlamento. Poi bisogna ridiscutere l’assetto istituzionale della magistratura e i rapporti tra giustizia e politica fermo restando l’assoluta indipendenza e autonomia di tutte le magistrature". Il dialogo è possibile, ma non a qualunque costo: "Il Lodo Alfano non lo voteremmo e chiederemmo il referendum e i cittadini lo boccerebbero". Finiti i festeggiamenti per il nuovo anno si passerà dalle parole ai fatti. Staremo a vedere.



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