PDL/ Verdini: ce ne freghiamo delle prerogative del Capo dello Stato…

- La Redazione

“Ce ne freghiamo” della prerogative del Presidente Giorgio Napolitano. Parola di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che sta scatenando furiose polemiche

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Denis Verdini

FIDUCIA GOVERNO BERLUSCONI – DENIS VERDINI: CE NE FREGHIAMO DELLE PREROGATIVE… – «Ce ne freghiamo» della prerogative del Presidente Giorgio Napolitano «cioè politicamente riteniamo che non possa accadere questo. Anche i partiti hanno le loro prerogative». Parola di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che sta scatenando furiose polemiche.

Mancano pochi giorni al 14 dicembre, giorno della fiducia al governo. Da giorni sui giornali si cerca di capire cosa potrà accadere: «Ciò che non sappiamo e non vogliamo capire – continua Verdini -, e che non ci piace per niente, è che il Capo dello Stato, nelle sue prerogative, possa pensare che per risolvere i problemi di questo Paese si mandi a casa chi ha vinto le elezioni, Berlusconi e Bossi, e si mandi al governo chi le ha perse, Casini e Bersani. E su questo si innesca una polemica perchè noi andiamo a toccare le prerogative del capo dello Stato. Noi sappiamo che le ha ma ce ne freghiamo, cioè politicamente riteniamo che non possa accadere questo. Anche i partiti hanno le loro prerogative».

Le reazioni a queste sue dichiarazioni hanno costretto Verdini a un chiarimento: «Non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Poiché assistiamo al solito gioco di strumentalizzare e sintetizzare fino all’estremo parole pronunciate all’interno di un lungo e articolato discorso, estrapolandone solo alcune fino al punto da distorcerne il senso, intendo chiarire quanto segue a beneficio dei giornalisti e di chi, come il solerte onorevole Bocchino, ha già cominciato a stracciarsi le vesti: non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato”. 

 

«Ho spiegato che ce ne "freghiamo politicamente", nel senso che se la Costituzione riconosce al Presidente della Repubblica il diritto di seguire il percorso che ritiene più giusto, altrettanto la Carta suprema riconosce ai partiti, che nello specifico hanno il diritto di chiedere, anche a gran voce, di non escludere da un eventuale governo chi ha stravinto le elezioni. Ciò ho detto e ribadisco, senza mai aver avuto l’intenzione di mancare di rispetto al capo dello Stato né di disconoscerne le sue prerogative».

Il capogruppo Idv Massimo Donadi ha dichiarato: «Le parole di Denis Verdini non sono eversive o pericolose, sono squallide. Sono il segno dell’arroganza di una classe politica indegna che ha fatto il suo tempo. Stupisce piuttosto che in quest’Italia una persona cosi ricopra incarichi politici importanti, in democrazie più mature sarebbe in ben altri luoghi».

«Al posto di minacciare Napolitano con un linguaggio fascista, racconti ai magistrati tutto quello che sa sulle cricche che hanno predato il Paese in questi anni. Si vergogni e faccia ammenda, si scusi con il Quirinale e con il Parlamento».

 

Non si è fatta attendere la reazione del Fli, con Bocchino: «La dichiarazione di Verdini conferma l’assoluto disprezzo del Pdl per ogni regola, ed è ancor più grave perchè è relativa alle prerogative che la Costituzione attribuisce al Capo dello Stato» dichiara Italo Bocchino, capogruppo Fli alla Camera.

Duro anche il democratico Enrico Letta: «Il Pdl smentisca senza se e senza ma le parole di Verdini, che costituiscono una grave rottura dell’ equilibrio istituzionale in un momento così delicato, e tenga presente che la situazione è ancora nei binari istituzionali solo grazie all’azione del Presidente Napolitano. Questa azione, sempre svolta nell’interesse del Paese, sarà determinante per la gestione della crisi che la testardaggine di Berlusconi renderà inevitabile dopo il 14 dicembre».

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