CASO RUBY/ La Gelmini a Studio Aperto: il governo non si fa condizionare. Solita persecuzione giudiziaria

- La Redazione

Il ministro Gelmini afferma a Studio Aperto che il caso ruby non inficerà l’azione del governo.

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Il Ministro Mariastella Gelmini

Il ministro Gelmini afferma a Studio Aperto che il caso ruby non inficerà l’azione del governo.

Il governo va avanti, e il caso Ruby non ne condiziona in alcun modo l’azione. A sostenerlo è il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini intervistata da Studio Aperto: «Le vicende degli ultimi giorni – ha detto – non stanno incidendo in alcun modo perché l’attività di governo prosegue e prosegue con grande impegno da parte di tutti». Secondo il ministro, tutta la faccenda non farà che concludersi in «una bolla di sapone».

La Gelmini è convinta che si tratti di «un processo tutto mediatico che sta avvenendo non nelle aule di tribunali ma sui giornali», ma anche che «su questo gli italiani si sono già fatti un’opinione, come dimostrano anche gli ultimi sondaggi che dicono di un presidente del Consiglio che ha un consenso che va ben oltre il 50% del degli elettori». A conferma del fatto che l’esecutivo è comunque al lavoro, spiega: «proprio questa mattina abbiamo appena concluso una seduta del Consiglio dei ministri dove abbiamo lavorato sul tema del federalismo fiscale per evitare gli sprechi, le spese inutili». Chi dice, o scrive il contrario, «vuole dare al paese – aggiunge – un’immagine diversa, un’immagine di un governo che non lavora e di un Presidente del Consiglio dedito ad altro. Ma questa è una campagna mediatica e di natura politica condotte entrambi contro il presidente del Consiglio».

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Sull’eventualità di elezioni anticipate, poi, si mostra fiduciosa a afferma: «Non ci spaventa nemmeno l’ipotesi delle elezioni credo che nessuno come Berlusconi se le possa permettere».

 

Non ha rinunciato, infine, ad una stoccata alla magistratura: «Questa persecuzione giudiziaria, di una parte limitata ma agguerrita della magistratura, dura da 17 anni ma siamo abituati a dover fronteggiare questo tipo di attacco e quindi non ci spaventiamo, non demordiamo e proseguiamo nel nostro lavoro».

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