SONDAGGI/ Mannheimer: “vincono” (per ora) astenuti, Grillo e Berlusconi

- int. Renato Mannheimer

Quali sono le reali intenzioni di voto degli italiani, e soprattutto: i sostenitori del centrodestra sono ancora pro Berlusconi? RENATO MANNHEIMER a proposito di un sondaggio 

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Beppe Grillo (Infophoto)

In un elettorato confuso, deluso e molto incerto, è difficile fare previsioni, in caso si andasse al voto, ma qualche cosa si coglie del momento politico che l’Italia sta attraversando. Secondo un sondaggio Ispo fatto per la trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”, si nota che una nuova formazione politica di centro, con Angelino Alfano e Pierferdinando Casini, sarebbe presa in considerazione da quasi un quarto dell’elettorato italiano. Questo evidentemente in seguito a una scissione nel Pdl-Forza Italia che, per la verità, la prevedono come “molto o abbastanza probabile” ben il 61 per cento degli elettori berlusconiani. Insomma che, in questo momento di tensione politica che investe direttamente il governo, sia difficile orizzontarsi appare come scontato, ma che ugualmente si possano vedere degli spostamenti, degli assestamenti e delle novità è altrettanto vero. Renato Mannheimer, docente di Analisi dell’opinione pubblica e sondaggista “principe” in Italia, avverte subito sulle potenzialità, sulle risposte date dalle persone consultate e sulle previsioni.

Mannheimer, le sembra che emergano novità da questo ultimo sondaggio Ispo, in previsione di una scissione nel centrodestra di Silvio Berlusconi?
Attenzione, se lei si riferisce alla ipotetica lista con Alfano e Casini, occorre precisare che prendere in considerazione non significa esprimere una preferenza di voto precisa. Nel prendere in considerazione si può vedere certamente una potenzialità. Le risposte che si sono avute riguardano appunto una presa in considerazione di questa lista che arriva al 21 per cento degli elettori. Ma chi ha risposto che voterà sicuramente questa lista si ferma, per il momento, al 3 per cento.

Mi scusi, come si potrebbe caratterizzare attualmente (e ben inteso in caso di voto) il cosiddetto mercato elettorale?
Prevale una grande incertezza, anzi userei la parola indecisione, che è frutto della delusione, della stanchezza, di tutte le cose di cui si parla in continuazione sui media e che gli italiani stanno vivendo. Al momento, ad esempio, si parla di una astensione che viene valutata intorno al 40 per cento secondo alcuni istituti di ricerca e al 30 per cento secondo altri ricercatori. Difficile e improbabile a mio parere che, nel caso si andasse al voto, si avrebbe una astensione di questa percentuale. Ma è anche difficile fare previsioni in una situazione come quella che stiamo vivendo.

Guardiamo le diverse forze in campo.
Nel centrodestra c’è la previsione di una scissione, come dicevo, che viene valutata molto o abbastanza probabile dal 61 per cento di persone che si dichiarano di centrodestra. C’è un 6 per cento che la ritiene addirittura certa. Guardando a una possibile scissione, si può vedere che il 56 per cento si dichiara d’accordo con la linea di Silvio Berlusconi, ma il 39 per cento si schiera con quella di Alfano. Insomma, non è una situazione chiara, se si esclude la prevalenza dei supporter del leader fondatore.. 

E nel centrosinistra? 

C’è certamente la corsa su Matteo Renzi, sperando che con il sindaco di Firenze si possa arrivare finalmente a una vittoria. Ma si sa anche che esistono problemi e divisioni all’interno anche del centrosinistra. 

Poi, c’è il “terzo incomodo”, cioè Beppe Grillo. 
E qui occorre fare ancora più attenzione. Ha preso molti voti a febbraio, poi è calato sistematicamente, ora ricomincia a risalire in modo significativo. E anche qui il pronostico non è affatto semplice, perché non si può escludere che ci sia una sorta di “volata finale”, sempre in caso di elezioni, negli ultimi giorni così come è avvenuto alle ultime elezioni. 

Mi sembra che sia veramente problematico orizzontarsi. 
In questo momento si può fornire al massimo un “termometro” di quello che può accadere, si possono formulare delle ipotesi e si possono avere alcune indicazioni. Ma è evidente che per orizzontarsi meglio bisognerebbe entrare in campagna elettorale. Quando si va verso il voto si capiscono meglio come rispondono le persone alle indicazioni che danno i partiti, alle parole d’ordine delle forze politiche. In un simile stato di indecisione e di incertezza, proprio l’indicazione che viene dal partito su un problema colpisce l’elettore. E’ stato così anche durante l’ultima campagna elettorale.

(Gianluigi Da Rold) 

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