ELEZIONI ANTICIPATE?/ Napolitano detta la condizione a Renzi

- int. Lanfranco Turci

Per LANFRANCO TURCI, un ruolo importante è giocato dal fatto che Napolitano non intende assecondare elezioni anticipate, in quanto ha legato il suo impegno all’approvazione delle riforme

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Giorgio Napolitano (Infophoto)

Napolitano non conferma né smentisce la notizia di sue eventuali dimissioni entro la fine dell’anno per lasciare spazio a elezioni anticipate nella prossima primavera. Lo fa sapere una nota del Quirinale, in cui si sottolinea che “la Presidenza della Repubblica non ha né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione dell’argomento sulla stampa. E restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere”. Ne abbiamo parlato con Lanfranco Turci, ex presidente della Regione Emilia Romagna ed ex deputato dei Ds, molto vicino in passato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Come interpreta la notizia su presunte dimissioni di Napolitano in tempi brevi?

Mi domando quanto ci sia di pura logica informativa e quanto ci sia dell’altro. La voce sulle dimissioni di Napolitano gira da tempo, lo confermano anche i suoi amici e ora il quotidiano Repubblica ha deciso di darvi l’imprimatur. E’ possibile d’altra parte che ci sia la volontà di mettere Napolitano sotto pressione.

Nel suo comunicato il Quirinale cita il semestre di presidenza italiana. E’ una conferma del fatto che si dimetterà a fine anno?

No, anche perché nel comunicato Napolitano aggiunge che sarà lui a decidere quando darà le dimissioni, e che al momento tutti i poteri sono ancora nelle sue mani. La dinamica dei fatti è quindi chiara. Ci sono state alcune confidenze fatte da Napolitano nei suoi colloqui privati, che sono poi arrivate fino a Repubblica. Come emerge dal suo comunicato, il Quirinale ha dimostrato di non aver gradito che queste confidenze siano diventate oggetto di dibattito pubblico, addirittura con ipotesi sui nomi dei possibili successori.

Come sta vivendo l’attuale fase il presidente Napolitano?

E’ evidente che Napolitano avverte una stanchezza per il compito che svolge e per la sua età. Ma gioca un ruolo importante anche il fatto che Napolitano non intende assecondare eventuali elezioni anticipate. Il Capo dello Stato ha legato il suo impegno all’approvazione delle riforme. Contemporaneamente non vuole essere quello che sarà chiamato a sciogliere le camere in una situazione ancora incompiuta. L’accelerazione di Renzi nei colloqui politici del resto può avere convinto lo stesso Napolitano del fatto che il premier possa voler andare a elezioni a primavera.

Come vede il rapporto tra Napolitano e Renzi?

Io non credo che in questi mesi ci sia stato un conflitto tra Napolitano e Renzi. Conoscendo Napolitano da tempi lontani, sono convinto del fatto che lo stile di Renzi non gli risulti affatto congeniale. D’altra parte l’appoggio di Napolitano a Renzi è stato totale.

 

Eventuali dimissioni di Napolitano prima della fine dell’anno allontanerebbero o avvicinerebbero le elezioni?

In primo luogo ritengo impossibile che Napolitano si dimetta prima della fine dell’anno, tanto è vero che lo stesso capo dello Stato lo ha ribadito nel suo comunicato. Napolitano del resto difficilmente metterebbe la firma sullo scioglimento delle Camere, è evidente che solo un nuovo presidente della Repubblica potrebbe farlo. Finché c’è Napolitano non si parla di elezioni anticipate, perché l’attuale inquilino del Colle ha in mente come priorità sia l’adozione della legge elettorale sia l’avvio più sicuro della riforma della Costituzione.

 

Se Renzi optasse per le elezioni anticipate, Napolitano potrebbe nominare un altro premier al suo posto?

Napolitano potrebbe rallentare la corsa di Renzi, perché è il capo dello Stato a sciogliere il parlamento. Ma se Renzi decidesse di fare saltare il tavolo, verosimilmente alle elezioni si andrebbe comunque. Ritengo molto difficile che Napolitano possa dare l’incarico di presidente del Consiglio a qualcun altro, perché il controllo di Renzi sul Pd in questa fase è talmente forte che non ci sarebbe un partito disponibile per creare una maggioranza.

 

(Pietro Vernizzi)

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