RIFORMA GIUSTIZIA/ Bazoli (Pd): la facciamo senza Berlusconi

Per ALFREDO BAZOLI (Pd) sul tema giustizia la maggioranza ha già i numeri sufficienti per poter proporre una riforma complessiva, ma cercherà ugualmente un accordo più ampio

20.08.2014 - int. Alfredo Bazoli
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Andrea Orlando (Infophoto)

Il ministro Andrea Orlando si è incontrato con il capo dello Stato e per 90 minuti i due hanno discusso della riforma della giustizia. La prima novità a emergere dall’incontro è che il governo conferma che a occuparsene sarà il consiglio dei ministri del 29 agosto. Priorità assoluta quindi dopo che ai primi del mese era stata approvata la riforma del Senato in prima lettura a Palazzo Madama. Ne abbiamo parlato con Alfredo Bazoli, avvocato e deputato del Pd.

Come valuta nel complesso la riforma della giustizia ideata dal ministro Orlando?

La reputo un pacchetto di riforma molto positivo, interessante e ambizioso, che va nella direzione giusta sia per quanto riguarda la giustizia civile,c eh rappresenta la priorità per il nostro Paese, sia per quanto riguarda la giustizia penale sulla quale si potrebbe anche tentare di fare qualcosa di più. Il ministro Orlando ha dichiarato che la riforma cambierà le nomine del Csm.

Lei che cosa ne pensa?

Il tema del Csm è molto importante, e va affrontato sia per quanto riguarda le nomine sia per quanto riguarda le modalità di funzionamento dell’opzione dei membri del Csm. Entrambi gli aspetti sono contenuti nel pacchetto di riforme proposte dal ministro alla commissione. Anche per quanto riguarda il funzionamento complessivo del Csm si va nella direzione giusta, poi si tratterà di vedere come saranno concretamente declinate le proposte.

Berlusconi ha proposto a Renzi di collaborare sull’economia perché vuole avere un contropartita per quanto riguarda la riforma della giustizia?

Non credo. Berlusconi ha interesse a essere parte di questa fase di tentativo di profondo cambiamento dell’assetto istituzionale del nostro Paese. Ritengo che il Cavaliere stia immaginando anche di compiere qualche passo in più, forse perché spera anche di essere decisivo su alcuni aspetti come quelli economici, sui quali ovviamente il suo voto in Parlamento peserà molto.

I temi economici sono legati alla giustizia?

Berlusconi può avere interesse a prendere parte anche al processo riformatore per quanto riguarda la giustizia, ma non credo che abbia la possibilità di condizionare in modo decisivo anche questo pacchetto. Sul tema giustizia la maggioranza ha già i numeri sufficienti per poter proporre una riforma complessiva e organica, senza necessariamente ricorrere all’aiuto di Forza Italia.

Secondo lei però a che cosa mira in questo momento Berlusconi? 

Berlusconi può avere l’obiettivo di influenzare la riforma della giustizia. L’obiettivo della maggioranza è quello di fare una riforma della giustizia che riporti efficienza in un settore che oggi ha gravi carenze di funzionamento. Più il consenso è ampio su un settore delicato e nevralgico per il funzionamento del nostro Paese, e meglio è.

 

Il Pd coinvolgerà la minoranza come ha fatto per quanto riguarda le riforme istituzionali?

Anche su una riforma così importante, il governo punta a coinvolgere le opposizioni. Se però Forza Italia pretenderà un tipo di modifiche in contrasto con la nostra impostazione, a quel punto andremo avanti con i nostri numeri. Quello di coinvolgere l’opposizione è però un tentativo corretto da parte della maggioranza.

 

Il patto del Nazareno comprendeva anche un capitolo sulla giustizia?

Credo proprio di no, la giustizia non fa parte dell’accordo del Nazareno. Forse è stata accennata, come i temi delle riforme economiche di cui c’è bisogno.

 

(Pietro Vernizzi)

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