ETRURIA/ Padoan in Commissione Banche: “nessun ministro era autorizzato a parlare, neanche la Boschi”

- Niccolò Magnani

Banca Etruria, il ministro Piercarlo Padoan in Commissione Banche: “nessun ministro era autorizzato a parlare di Etruria, nemmeno Maria Elena Boschi”. La difesa e i dubbi sollevati

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Piercarlo Padoan in Commissione Banche (LaPresse)

«Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione, la responsabilità del settore bancario è in capo al Ministro delle finanze che d’abitudine ne parla con il Presidente del Consiglio»: tema, Etruria. Sospetti, Maria Elena Boschi e Graziano Delrio. Traduzione per “neofiti”: il ministro dell’Economia si distoglie dall’impiccio di aver in qualche modo autorizzato incontri degli allora ministri sul caso Banca Etruria. Queste le parole del Ministro Padoan, sentito oggi in Commissione Banche dopo lo stretto giro di audizioni che hanno visto nei giorni scorsi parlare sia Vegas che Consoli proprio sul presunto conflitto di interessi dell’allora ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Padoan ha replicato così alle domande del senatore Augello che chiedeva conto dei colloqui tenuti da Boschi e Delrio sulla vicenda Banca Etruria; «Mi risulta che la nostra normativa sul conflitto di interessi sia una buona normativa. Si tratterebbe forse di applicarla con decisione», aggiungendo poi che degli incontri di MEB ne ha sentito parlare dai giornali e non direttamente. «Le discussioni a livello di governo sulle questioni relative a banche in situazioni di difficoltà avvenivano in modo molto continuo tra presidente del Consiglio e me, poi ci sono state altre rare occasioni in cui queste cose venivano discusse in gruppi più ampi di governo ma essenzialmente la discussione sui casi bancari è stata tra il presidente del Consiglio e il sottoscritto», ha concluso il ministro uscente delle Finanze.

INSUFFICIENTE VIGILANZA SULLE BANCHE VENETE

Il caso Etruria dunque si riapre una volta di più con Padoan che da un lato non ha mosso alcuna accusa specifica contro la Boschi, ma neanche l’ha “difesa” e protetta all’interno dell’economia di governo. Intanto oggi, in una lunga intervista sul Messaggero, la stessa Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha voluto ribadire – in vista della prossima e decisiva audizione in Commissione Banche dell’ex ad di Unicredit Ghizzoni – quanto segue: «più volte ho incontrato Ghizzoni per il mio ruolo istituzionale, nel caso di specie perché da lui invitata a un appuntamento Unicredit a Milano. L’ho poi visto più volte a Roma. Con Ghizzoni abbiamo parlato del sistema bancario, non solo di Banca Etruria o Unicredit. Non ho mai fatto pressioni perché Unicredit comprasse Banca Etruria, né avrebbe potuto accettarle un Amministratore delegato di una importante banca quotata. I nostri rapporti sono sempre stati corretti. E per quello che ne so il rapporto di Ghizzoni con altri membri del governo era altrettanto corretto come ha dimostrato la vicenda di Atlante seguita direttamente dal premier Renzi e dal ministro Padoan con Ghizzoni e non solo con lui». Ultima stoccata fatta da Padoan, non su Banca Etruria questa volta ma sull’intera gestione di controllo sullo stato delle banche italiane, provando ad allargare il campo delle responsabilità e non far rimanere la vicenda solo sul caso Boschi. «La vigilanza poteva fare meglio, ciò avveniva in contesto di cambiamento delle norme europee e di crisi economica», precisata subito dopo ancora da Padoan, «quello che avevo in mente è che ci possono essere stati ostacoli nella vigilanza” più che carenze. “Quello delle banche venete è un esempio nel quale la vigilanza non si è potuta esperire completamente. Negli altri casi non sono in grado di dire cosa sia successo in ognuno di essi».



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