Salvini assicura: “no patrimoniali né prelievi forzosi da conti correnti”/ Caos Manovra e ‘richieste’ Governo

- Niccolò Magnani

Salvini assicura contro le speculazioni: “no patrimoniali nè prelievi forzosi da conti correnti degli italiani”. Il caos della Manovra, le “richieste” del Governo e lo spettro del 1992

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Giuseppe Conte e Matteo Salvini (Lapresse)

Nelle ultime settimane, con la presentazione del Def, della successiva Nota di Aggiornamento e sull’imminente scadenza di pubblicazione della Manovra Economica, non sono poche le perplessità sulla reale tenuta e copertura dei conti. Dopo le bocciature, in serie, di Fmi, Moody, Fitch, Bankitalia, Ue, Ufficio di Bilancio, oltre al rialzo dello spread, non fa sorridere il Governo gialloverde che in alcune dichiarazioni “sibilline” negli scorsi giorni hanno paventato l’eventualità, remota ma possibile, di un sforzo “da richiedere agli italiani”. Oggi Salvini prova a mettere la parola fine a quelle “possibilità” emerse e annuncia nell’intervista a Radio Radicale «Non ci saranno né patrimoniali né prelievi dai conti correnti degli italiani». A chi infatti temeva di tornare indietro nel tempo – come spieghiamo qui sotto in un amarcord molto poco “felice” – il Ministro degli Interni ribadisce che «Non chiederemo le fedi nuziali per salvare il paese e non abbiamo intenzione di prelevare dai conti correnti fa tutto parte della fantasia«, in merito a chi ritiene che il Governo stesse immaginando interventi drastici in caso di peggioramento dei conti pubblici italiani.

LA MANOVRA DEL POPOLO CHE CHIEDE AIUTO.. AL POPOLO?

«Faremo l’esatto contrario di quel che ha fatto Monti», ha poi aggiunto il vicepremier della Lega in un altro passaggio, «Questa è una manovra che investe sul futuro, sulla crescita e sui giovani anche perché le ricette imposte dall’Europa e dai governi Renzi, Gentiloni, Letta e Monti hanno hanno aumentato il debito pubblico e impoverito l’Italia». Una Manovra del Popolo, di un Governo del Popolo che chiede aiuto.. al popolo? Secondo Salvini è una mera ricostruzione giornalistica e mediatica di chi vuole far cadere questo governo, ma è chiaro che se il “giochino” del deficit innalzato per provare a lanciare reddito di cittadinanza e mini-fiat tax non funziona i problemi potrebbero essere molto più seri di un mero “attacco al Governo” solo sul fronte mediatico. Era il 1992 quando il Governo Amato decise una svolta clamorosa, senza precedenti: una patrimoniale bella e propria su conti correnti degli italiani, quel famoso “6 per mille” sui capitali che erano già al netto delle imposte. Il crollo della lira alimentato allora da vari speculatori (anche George Soros?) non lasciò scelta e si pagò salatissimo il conto per tutto il popolo italiano. Salvini vuole evitare quel tipo di “prelievo forzoso”, anche perché sul fronte politico tanto lui quanto il M5s ne uscirebbero con le ossa rotte: «Non ho visto il Presidente della Repubblica assolutamente preoccupato. Si leggono sui giornali ricostruzioni fantasiose, fantascientifiche e incredibili mai ascoltate ma è il bello della libertà di stampa e di parola che va sempre tutelata». E la speranza è che ad essere tutelati siano anche gli stessi conti correnti degli italiani.



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