Manfred Weber candidato PPE alle Europee 2019/ ‘Gelo’ Lega per il post-Juncker “il nostro candidato è Salvini”

Europee 2019, Manfred Weber candidato del PPE alla Commissione Ue: è il 46enne tedesco l’erede designato dal Partito Popolare Europeo per succedere a Jean-Claude Juncker.

08.11.2018, agg. alle 19:50 - Dario D'Angelo
Manfred Weber

Il piano di Berlusconi, Tajani e il PPE è alquanto chiaro, provare a recuperare qualche voto “a destra” rispetto alla politica di Juncker nelle prossime Europee 2019, eppure Manfred Weber al momento non sembra scaldare granchè i piani alti della Lega. Secondo il capogruppo del Carroccio al Parlamento Europeo, Mara Bizzotto, la scelta del PPE di candidare Weber alla Presidenza della Commissione Ue «era cosa scontatissima, considerato che godeva dell’appoggio della Merkel e di Berlusconi. Vedremo ora come si comporterà il tedesco Weber, dato che negli ultimi mesi ha avuto posizioni alquanto ondivaghe su molte questioni». Il “gelo” lasciato dalla Bizzotto – col probabile imprimatur di Giorgetti da Roma – punta tutto ad un affronto abbastanza netto con il Partito Popolare: «per il fronte sovranista è arrivato il tempo di individuare il candidato, e il nome più forte e con maggior consenso è sicuramente quello di Salvini», spiega ancora Mara Bizzotto “chiedendo” a Weber di stabilire da che parte stare definitivamente. «Prima ha attaccato il governo italiano Lega-5 Stelle, poi ha avuto parole di forte apprezzamento e apertura per il nostro leader Matteo Salvini, successivamente ha aperto alle posizioni di Orban salvo poi votare le sanzioni contro Orban. Nelle prossime settimane valuteremo, alla prova dei fatti, cosa vuole fare davvero Weber e a quali alleanze intende lavorare. Guarderà ai socialisti come hanno fatto i suoi disastrosi predecessori o avrà il coraggio di aprire veramente al cambiamento e al nostro fronte sovranista?», conclude la capogruppo Lega a Bruxelles. (agg. di Niccolò Magnani)

IL PIANO PER SOTTRARRE SALVINI A M5S E LE PEN

Ignorare l’avanzata della destra sovranista non si può: per questo il PPE corre ai ripari in vista delle Europee 2019 e sceglie come suo candidato alla Commissione Ue il tedesco Manfred Weber, l’uomo chiamato ad arginare l’erosione di consensi determinati dai vari Salvini e Le Pen, e allo stesso tempo un gruppo che al suo interno vede sensibilità per certi versi opposte, da Angela Merkel a Viktor Orban. Come riportato da Huffington Post, Weber ha ottenuto il 79,2% dei voti al Congresso del Partito Popolare Europeo tenutosi in Finlandia: sconfitto proprio un “giocatore di casa”, il 50enne Alex Stubb, vicepresidente della Banca per gli investimenti europea e feroce critico delle violazioni dell’Ungheria di Orban. Weber, 46 anni, dal canto suo ha un profilo tradizionale, conservatore, cristiano. Nel suo intervento ha voluto riaffermare proprio le radici cristiano-europee:”Dobbiamo avere la volontà politica di proteggere le frontiere cristiane, dobbiamo fare in modo che nessuno passi le frontiere europee senza passaporto“. E ancora:”Io sono cristiano, sembra antiquato come approccio? Non mi interessa, l’importante è avere una base. Siamo orgogliosi del nostro retaggio cristiano, lo difenderemo ma ci vogliono atti concreti che servano a tutti i cittadini a prescindere dalla loro origine“.

EUROPEE 2019, MANFRED WEBER CANDIDATO DEL PPE: I SONDAGGI

Ci sono pochi dubbi sulla strategia del PPE in vista delle Elezioni Europee 2019: la candidatura di Manfred Weber è il segnale di uno spostamento a destra della famiglia dei Popolari di cui nella Penisola è rappresentante Forza Italia di Silvio Berlusconi. E proprio il rapporto controverso con l’alleato-nemico del Cavaliere, Matteo Salvini, sarà uno dei nodi politici da sciogliere entro maggio prossimo per lo Spitzekandidat che intende rilevare Jean-Claude Juncker, giunto come Angela Merkel al suo ultimo giro di giostra. Nei piani del PPE, soprattutto quello italiano, c’è infatti quello di annettere il gruppo dei Conservatori e riformisti europei che a maggio eleggeranno molti deputati leghisti. Lo scopo, oltre che ingrossare le fila del Partito Popolare Europeo, è quello di sottrarre Salvini a due abbracci: quello di Marine Le Pen in Europa e quello del M5s in Italia. D’altronde nel PPE ci sono già diversi amici pronti ad accogliere Salvini. Uno su tutti Viktor Orban, che ancora ieri però ha confidato a Tajani: “In Italia il mio unico interlocutore è Berlusconi“.