Travaglio vs Vauro/ “Non leggi il giornale che ti ospita”. La vignetta accende lo scontro

- Bruno Zampetti

Travaglio contro Vauro, complice una vignetta sul ministro Danilo Toninelli. Scambio di accuse tra i due su satira e informazione

marco_travaglio_lapresse_2018
Marco Travaglio (LaPresse)

Marco Travaglio e Vauro Senesi si sono scambiati accuse per via di una vignetta riguardante Danilo Toninelli e la Tav. L’indecisione del ministro illustrata da Vauro viene ritenuta un fatto non rispondente al vero, secondo Travaglio. C’è comunque chi ricorda come i due la pensino diversamente su alcune mosse del Governo Conte. A fine settembre, infatti, mentre il direttore del Fatto Quotidiano scriveva parole positive sulla manovra del popolo annunciata da Luigi Di Maio, Vauro realizzava una vignetta in cui sostanzialmente si metteva nel mirino il reddito di cittadinanza, una delle misure principali della manovra stessa. Nella vignetta era raffigurato un bambino che chiede al padre: “Papà, siamo ancora poveri?”. E si sente rispondere: “Sì, ma adesso ci pagano per esserlo”. Allora non era però sorta alcuna polemica tra Travaglio e Vauro, mentre ora sulla Tav il giornalista non intendeva pubblicare la vignetta di Vauro perché dal suo punto di vista rappresenterebbe qualcosa di non vero.

SCONTRO TRAVAGLIO-VAURO

È scontro tra Marco Travaglio e Vauro Senesi, complice una vignetta su Danilo Toninelli. Tutto è cominciato ieri, quando il vignettista ha diffuso sui social una delle sue creazioni spiegando che sarebbe dovuta essere pubblicata sul Fatto Quotidiano di oggi, ma che era stata censurata da Marco Travaglio. La vignetta raffigura il ministro delle Infrastrutture di fianco a sostenitore della Tav e a un no Tav. Sotto il ministro la scritta “Boh Tav”, a rappresentare la linea poco chiara del pentastellato sul tema. Travaglio, dopo aver letto i post di Vauro, ha deciso di pubblicare la sua vignetta oggi, ma a pagina 6, spiegando anche in un articolo che “se Vauro leggesse il giornale che ospita le sue vignette, saprebbe che è in corso un’analisi costi-benefici sul Tav come su tutte le opere pubbliche, disposta da Toninelli, al termine della quale il governo valuterà quali opere siano utili e quali inutili. E, a quanto ci risulta, l’analisi sul Tav dirà che è totalmente inutile e diseconomico. Ma, appunto, un ministro, se commissiona uno studio, prima di pronunciarsi ne attende l’esito”.

LE PAROLE DI TRAVAGLIO CONTRO VAURO

Parole certo non tenere, cui si aggiungono queste altre: “Ecco dunque a voi la vignetta del presunto scandalo, casomai qualcuno provasse a spacciare per censura la normale decisione di un direttore di contestare a un collaboratore un fatto non vero”. Vauro, però, sempre su Facebook oggi replica a Travaglio, spiegando di ritenere che “il M5s e Toninelli abbiano messo in atto una strategia di temporeggiamento per non incrinare il loro ‘contratto’ con la lega. Ritengo che l’attesa dei risultati della commissione sui costi-benefici faccia parte di questa strategia. Il M5s aveva fatto del no alla TAV una bandiera in campagna elettorale, il che avrebbe potuto legittimamente far pensare che il Movimento avesse già fatto un bilancio riguardo all’opera, altrimenti ha lanciato uno slogan senza aver conoscenza della questione. I dubbi sul rapporto costi-benefici sono sorti solo quando si sono seduti al governo?”

L’AMAREZZA DEL VIGNETTISTA

“Di sicuro la mia interpretazione può essere errata Il tempo dirà se ha ragione Travaglio o io”, ha aggiunto Vauro, chiarendo anche di non aver parlato di censura, ma di decisione di Travaglio di non pubblicare la sua vignetta. “Tale decisione rientra in pieno nelle prerogative di un direttore, c’è però anche il diritto di un redattore, quale io sono, di contestare tale decisione. Cosa che ho fatto portando a conoscenza dei fatti chi sta leggendo questo mio post. Mai in più di quarant’anni di lavoro da vignettista ho accettato di subire passivamente decisioni sulle quali non ero d’accordo e non comincerò certo oggi”, si legge ancora nel commento di Vauro, concluso da parole piuttosto chiare: “Con Travaglio e con Santoro ho condiviso grandi battaglie per la libertà di satira (anche di quella che non incontra il nostro gusto), mi consento dunque semplicemente un po’ di amarezza nel dover constatare che Marco non è più dalla stessa parte del fronte”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA