ELEZIONI VALLE D’AOSTA REGIONALI 2018, COME SI VOTA/ Ultime notizie: nuovo sistema e rischio ingovernabilità

- Niccolò Magnani

Elezioni Regionali Valle d’Aosta 2018, come si vota il 20 maggio: quando si vota e le operazioni principali. Scheda elettorale, liste, i 35 consiglieri e l’elezione del presidente

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Elezioni Regionali Valle d'Aosta, come si vota (scheda elettorale, sito Regione)

Domani si vota in Valle d’Aosta per le elezioni regionali, terzo appuntamento politico locale rilevante nel 2018. Niente elezione diretta del governatore: spetta ai 35 consiglieri eletti il compito di nominare il presidente della giunta regionale. Un altro elemento di rilievo è dato dalla divisione all’interno nel centrodestra: la Lega corre da sola, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia si presentano alleati. Ma c’è un nodo: il nuovo sistema di voto e il conseguente rischio di ingovernabilità. La nuova legge elettorale in teoria dovrebbe favorire le coalizioni. È previsto il sistema proporzionale con un premo di maggioranza pari a 21 seggi assegnati alla lista singola, o al gruppo di liste, che conseguono almeno il 42% dei voti. Ma è un’ipotesi molto improbabile, visto che le 10 liste corrono da sole. Se nessuna lista raggiunge tale soglia, i seggi vengono ripartiti secondo un criterio proporzionale per rispecchiare la percentuale dei voti, ma così il rischio di frammentazione e ingovernabilità è concreto. (agg. di Silvana Palazzo)

COME SI VOTA ALLE ELEZIONI VALLE D’AOSTA 2018

Terzo e ultimo appuntamento con le Elezioni Regionali per questa “pazza” primavera politica italiana: in Valle d’Aosta domenica si scelgono i 35 consiglieri eletti che poi, una volta in aula, dovranno andare ad eleggere il neo Presidente di Regione per i prossimi 5 anni. 10 liste e molta indecisione su chi possa effettivamente conquistarsi una maggioranza in un Consiglio Regionale che tra regole e Statuto Speciale si avvia ad essere tutt’altro che “prevedibile”. Si vota dalle ore 7 alle ore 22 di domani, mentre lo spoglio – esattamente come avvenuto di recente in Friuli Venezia Giulia – inizierà dalla mattina del lunedì presso, questa la vera novità, solo 4 centri di raccolta elettorale. Per la prima volta in via sperimentale, lo scrutinio delle Regionali valdostane verrà raccolto e centralizzato in soli 4 comuni di tutta la Valle, precisamente Saint-Pierre, Fenis, Verrés e ovviamente Aosta. Lega e M5s si avvicinano con buoni propositi elettorali, visto il successo del contratto di Governo nazionale che sembra essere finalmente avviato dopo 70 giorni dalle Nazionali Politiche del 4 marzo, mentre per Forza Italia (che si presenta con FdI staccati dal Carroccio) e il Pd si attende una reazione elettorale dopo gli ultimi dati altalenanti nei sondaggi nazionali. Ma la Valle d’Aosta non è solamente uno specchio nazionale ma, Statuto Speciale a parte, rappresenta un bacino di varie liste “locali” molto forti, come il partito della maggioranza uscente, l’Union Valdotaine (UV) o anche l’Union Valdotaine Progressiste (UVP).

IL SISTEMA ELETTORALE

Stando all’articolo 16 dello Statuto Speciale valdostano, le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 7 alle ore 22 con la possibilità di eleggere alle urne i 35 consiglieri che, con un sistema proporzionale a turno unico, andranno poi ad eleggere il Presidente. Lo scorso anno è stata modificata la legge elettorale regionale e ha di nuovo introdotto un premio di maggioranza di 21 seggi (da assegnare alla lista singola o alla coalizione) che abbia preso almeno il 42% dei voti validi. Qualora però nessuno raggiunga tale soglia, è previsto che gli scranni siano ripartiti con un criterio del tutto proporzionale: va detto però che la Valle d’Aosta prevede due soglie di sbarramento per evitare l’eccessiva frammentazione partitica. Con il primo limite imposto dalla legge, vengono escluse tutte quelle liste che non abbiano raggiunto il quoziente minimo (il numero dato dalla divisione tra la somma dei voti totali e il numero dei seggi da assegnare); una volta superata questo primo sbarramento, ve ne sarà un secondo ovvero quello in cui vengono esclusi tutti quei partiti che non ottenuto almeno due seggi totali. Per capire invece come si vota a livello pratico davanti alla scheda elettorale, ogni elettore può votare tracciando una croce sul proprio partito prescelto: sul fronte preferenze, ognuno può esprimere fino a tre nomi (può scrivere nome e cognome del candidato, oppure solo il cognome, ma in caso di omonimia deve specificare anche il nome); non solo, in Valle d’Aosta è previsto anche che l’elettore possa indicare il numero corrispondente al candidato (vedi qui sotto le liste). Da ultimo, se l’elettore non sceglie alcuna lista specifica ma indica solo le preferenze tutte collegate ad un singolo partito, allora il voto verrà esteso anche alla stessa lista.

LE LISTE E L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE

Sono in tutto 10 le liste candidate alle Elezioni Regionali della Valle d’Aosta e prevedono, ognuna da un minimo di 26 ad un massimo di 35 candidati eleggibili: per poter valutare la propria preferenza, utile consultare i manifesti elettorali disponibili a questo indirizzo ufficiale. Per quanto riguarda invece la scheda elettorale (come vedete dal fac-simile in foto), ogni lista deve avere almeno il 30% di ogni genere al loro interno per poter favorire le pari opportunità. L’elenco ufficiale delle liste elettorali che concorrono al Consiglio Regionale valdostano prevede: Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée; Centrodestra Valle d’Aosta (Forza Italia e Fratelli d’Italia); Partito Democratico; Impegno Civico; Union Valdotaine Progressiste; Alpe; Lega Salvini Vallée d’Aoste; Union Valdotaine; Mouv’; Movimento 5 Stelle. Come prevede la legge speciale regionale, la Valle d’Aosta è l’unica regione d’Italia che non prevede l’elezione diretta del presidente: viene invece eletto tramite una votazione interna al Consiglio dei 35 neo-eletti, secondo un meccanismo di maggioranza assoluta. Al momento, il presidente uscente è Laurent Viérin (UV), entrato al posto del precedente eletto Pierluigi Marquis, dimessosi il 20 ottobre 2017 dopo un avviso di garanzia per l’inchiesta che lo vede accusato di calunnia.

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