Governo M5s-Lega, ultime notizie, Conte è Premier/ Salvini: “A casa loro” sarà nostra priorità

Governo live, ultime notizie: per Savona si attende Salvini, Di Maio spera, Cottarelli in stand-by. Altra giornata cruciale per quanto riguarda il prossimo esecutivo italiano: tutte le news

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Governo, premier Giuseppe Conte - LaPresse

Di fronte ai militanti leghisti, Matteo Salvini ha pronunciato il suo primo discorso da “quasi Ministro dell’Interno” (domani ci sarà il giuramento dei Ministri del Governo Conte), dopo settimane travagliatissime. “Sono felice di fare il primo intervento da quasi ministro. Il mio impegno riguarderà la sicurezza di 60 milioni di italiani. Non vi nascondo che “a casa loro” sarà una delle nostre priorità. Quindi porte aperte in Italia per la gente perbene, ci vorrà pazienza e impegno. Voglio far parte di un governo con alcune idee chiare. In cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà. Non voglio sentir parlare di ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. In famiglia ci sono una mamma e un papà. Non faremo miracoli, ma nel governo c’è gente di buona volontà, pulita, onesta. Io cercherò di fare il ministro stando in ufficio ma restando il più possibile con voi. Che il Buon Dio ce la mandi buona.” (agg. di Fabio Belli)

5 DONNE NELLA SQUADRA

Saranno 18 i Ministri del Governo Conte, dei quali 5 saranno donne. Si tratta di Giulia Bongiorno, alla quale è stata affidata la carica di Ministro della Pubblica Amministrazione. Quindi Barbara Lezzi, Ministro per il Sud. Erika Stefani, Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie. Queste tre Ministre saranno senza portafoglio. Saranno invece Ministre con portafoglio Giulia Grillo, come Ministro della Salute, ed Elisabetta Trenta scelta infine come Ministro della difesa. Quote rosa dunque leggermente superiori al 20% rispetto a quella che è l’effettiva composizione del Governo: scelte comunque che erano state preannunciate nel Governo gialloverde già prima del caso-Savona, che ha di fatto solo ritardato di qualche giorno l’entrata in carica del nuovo esecutivo. (agg. di Fabio Belli)

PRESTO VOTO DI FIDUCIA

E’ ufficialmente iniziato il nuovo governo gialloverde composto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. Dopo che sembrava ormai prossimo l’inizio dell’esecutivo tecnico con presidente del Consiglio, Carlo Cottarelli, c’è stato un repentino cambio di programma. L’ago della bilancia è stato il professore Savona, che Di Maio ha spostato al ministero delle politiche comunitarie, togliendolo quindi da quello dell’economia, come voleva di fatto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Fatta questa mossa, il governo stellato e del carroccio è tornato nuovamente in auge, con “l’ex” presidente del consiglio che ha così deciso di farsi da parte, per lasciare spazio al governo politico. Poco fa è stato di fatto ufficializzato, con le dichiarazioni del nuovo Premier ora a tutti gli effetti Primo Ministro e non più in pectore, il professor Giuseppe Conte, che parlando dal Quirinale di fronte alla stampa ha elencato l’elenco dei ministri che comporranno la prossima squadra. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

COTTARELLI RINUNCIA

Al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Carlo Cottarelli ha annunciato di aver rimesso il suo incarico. Ora è ufficiale: l’Italia avrà un governo politico. Ad anticiparlo Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica. «Il presidente della Repubblica ha ricevuto Cottarelli, il quale sciogliendo la riserva ha rimesso l’incarico di governo». Meno sintetico è stato Cottarelli: «Come sapete, negli ultimi giorni si è concretizzata la prospettiva di un governo politico, quindi non risulta necessario uno tecnico, e ho rimesso il mandato che mi aveva conferito. È stato per me un grande onore lavorare al servizio del paese, anche se solo per qualche giorno». L’economista, dopo aver ringraziato quanti lo hanno aiutato nella sua attività e chi si è reso disponibile a far parte del governo, ha espresso il suo augurio per il governo M5s-Lega. «Vorrei aggiungere che la formazione di un governo politico è la migliore soluzione per il paese. Faccio auguri di cuore al governo che spero possa essere formato al più presto». E infatti il Quirinale ha annunciato di aver convocato il professor Giuseppe Conte per le 21. (agg. di Silvana Palazzo)

“CONDIZIONI PER ESECUTIVO POLITICO”

Il tanto atteso annuncio è arrivato, dopo un pomeriggio di febbrili trattative e di spostamenti di nomi da una casella ministeriale all’altra per trovare una intesa in extremis prima del gong che Mattarella avrebbe suonato in serata: con una breve nota congiunta, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno spiegato all’Ansa che “ci sono le condizioni per un esecutivo politico”, dunque Lega e Movimento 5 Stelle avrebbero trovato la quadra nel toto-ministri per la formazione di un governo giallo-verde che tuttavia non dovrebbe ricevere la fiducia da parte di Fratelli d’Italia che va verso una astensione per facilitarne la partenza. L’altra novità, in attesa ovviamente di conferme, è che nel nascente Governo guidato dal professor Giuseppe Conte sarà il fedelissimo del leader della Lega, Matteo Salvini, a rivestire il delicato ruolo di sottosegretario alla Presidenza dei Ministri. E a conferma che la fumata bianca è oramai vicina è che il premier incaricato per quel governo neutro che non vedrà mai la luce, Carlo Cottarelli, è stato convocato al Quirinale per rimettere di fatto il suo incarico e spianare la strada a quell’intesa che lo stesso Mattarella, nonostante le critiche, ha fatto di tutto per agevolare nella formazione. (agg. di R. G. Flore)

MINISTRI, RISOLTO IL NODO-SAVONA E CONTE PREMIER

La svolta è certificata: «Ultime ore di lavoro per il governo, ce la stiamo mettendo tutta!» ha scritto Matteo Salvini su Facebook. Il post del leader della Lega arriva durante l’incontro con Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. Il premier che era stato incaricato inizialmente da Sergio Mattarella ha preso parte al colloquio: sarà lui alla guida del governo M5s-Lega. Lo conferma una foto pubblicata da Enrico Mentanta, direttore del Tg La7, durante la sua Maratona (clicca qui per vederla). L’accordo sulla squadra di governo è dunque concluso grazie allo spostamento di Paolo Savona agli Affari europei. Il nodo è stato sciolto, sono solo altre due le modifiche alla squadra di governo: Giovanni Tria all’Economia ed Enzo Moavero-Milanesi agli Esteri. Stando a quanto riportato da Tg La7, non c’è spazio per Fratelli d’Italia che però hanno garantito l’appoggio esterno all’esecutivo giallo-verde. Nel frattempo c’è stato un incontro informale tra Carlo Cottarelli e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Il nuovo premier incaricato dovrebbe presto rimettere l’incarico per favorire la nascita del governo politico. (agg. di Silvana Palazzo)

SAVONA AFFARI UE, TRIA ALL’ECONOMIA. MATTARELLA ACCETTERÀ?

L’incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini ha portato a importanti sviluppi per la formazione di un governo M5s-Lega. L’accordo tra le parti c’è: la notizia è stata lanciata da La Stampa, che ha fatto anche i nomi che hanno portato allo scioglimento delle tensioni. Il primo nodo che è stato sciolto è quello Savona: il ministero dell’Economia andrà a Giovanni Tria, professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata. L’esclusione dell’economista su cui Sergio Mattarella ha posto il veto riguarda solo il dicastero economico. Per Savona è infatti confermato un ruolo all’interno del governo giallo-verde. Il professore andrebbe agli Affari europei. Per gli Esteri invece il nome sarebbe quello di Enzo Moavero-Milanesi, già ministro del governo Monti, ex giudice della Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo. A spuntarla sarebbe dunque Di Maio, che ieri aveva chiesto a Salvini di fare un passo indietro e spostare il professore in un altro posto di governo. (agg. di Silvana Palazzo)

NO DEL M5S ALLA MELONI. FDI: “APPOGGIO ESTERNO”

Continua il vertice alla Camera tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio per riuscire a dare vita, entro sera, a quell’esecutivo giallo-verde che lo scorso weekend era naufragato sull’affaire-Savona all’Economia: i due leader hanno annullato tutti gli impegni pregressi che avevano in giornata per poter trattare fino a sera e comunicare a Sergio Mattarella, prima della deadline, il raggiungimento di un accordo. Se il nodo legato allo spostamento dell’ingombrante figura di Paolo Savona dal MEF al Ministero degli Esteri o in un altro dicastero potrebbe trovare l’apprezzamento del diretto interessato, adesso c’è da capire quale sarà la posizione dei due partiti in merito alla presenza di Fratelli d’Italia nell’esecutivo. Da fonti del M5S trapela un secco “no” alla presenza di Giorgia Meloni, che potrebbe reclamare un ministero, probabilmente quello della Difesa, mentre il capo politico della Lega sarebbe possibilista. Uno dei maggiorenti di Fratelli d’Italia oltre che vicinissimo alla Meloni, Guido Crosetto, ha smentito di esserci anche lui nel toto-ministri ma ha fatto capire che la pasionaria che guida il suo partito è il nome sul quale potrebbe sbloccarsi la trattativa, e ha anche parlato di un possibile appoggio esterno di FdI al nascente esecutivo giallo-verde che sarebbe guidato da Giuseppe Conte: “Mi auguro che ci sia un governo politico” ha auspicato Crosetto, aggiungendo che la presenza di FdI implicherebbe alcuni piccoli cambiamenti nel famoso contratto di governo. Cosa ne penserà la rappresentanza grillina in Parlamento, già molto critica nei giorni scorsi nei confronti di Di Maio per alcuni errori strategici e diversi passi indietro concessi agli avversari pur di chiudere questa (lunghissima) partita? (agg. di R. G. Flore)

VERTICE LEGA-M5S: IL NODO E’ GIORGIA MELONI

Sono ore frenetiche per l’ultimo tentativo utile per formare un esecutivo politico giallo-verde tra Movimento 5 Stelle e Lega prima che Sergio Mattarella fischi la fine delle “ostilità” e tiri fuori dal cassetto quel governo tecnico/neutro che è già pronto, con tanto di lista dei ministri e con Carlo Cottarelli che nel giro di poche ore andrebbe in Parlamento per chiedere una fiducia che, per paradosso, al momento non esiste e non avrebbe la forza di nemmeno un voto. Poco fa è cominciato a Montecitorio l’atteso summit tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dopo che il primo aveva avuto un lungo colloquio con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, pronta a sostenere questo tentativo di formare un Governo anche se non è ben chiaro se “entrandoci” con un ministero o meno: i due capi politici dei partiti attualmente avanti nei sondaggi sono in costante contatto col Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ma al momento permangono ancora due nodi prima che venga “resuscitato” quel Giuseppe Conte che solamente pochi giorni fa sembrava definitivamente uscito dalla scena politica nazionale. Il primo riguarda la casella che dovrebbe occupare Paolo Savona, venendo incontro alle richieste del Colle di presentare un nome più “spendibile” all’estero per quanto riguarda il MEF; l’altro invece concerne proprio il ruolo di Fratelli d’Italia: stamattina Guido Crosetto ha smentito i rumors che lo vorrebbero alla Difesa qualora il partito dei “patrioti d’Italia” dovesse sostenere il Governo, ma ha confermato che se ciò avvenisse il nome per il ministero sarebbe solo e unicamente quello di Giorgia Meloni. Da fonti vicine ai grillini, tuttavia questa ipotesi che troverebbe d’accordo Salvini non scalda tanto gli animi e potrebbe essere questo uno dei punti-chiave per sbloccare una trattativa nata in extremis e col fiato sul collo del Quirinale. (agg. di R. G. Flore)

CONTE ATTESO A ROMA, RESTA IL NODO SAVONA

Occorre intanto fare una precisazione: l’ex premier incaricato Giuseppe Conte si è alla fine presentato in università a Firenze per tenere la sua lezione, con un po’ di ritardo, ma è comunque partito per Roma appena finita la lezione visti “gli impegni istituzionali”. L’attesa è forte e il suo nome rischia di essere il segno definitivo che forse questa volta per un Governo politico ci siamo per davvero: alla Camera a breve dovrebbe tenersi un vertice tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e molto probabilmente anche Giorgia Meloni, la vera novità degli ultimi giorni. «Se si sta al contratto la discussione è aperta a tutti e nel governo può stare anche Fratelli d’Italia», ha fatto sapere Carlo Sibilia (M5s) sulla possibilità di avere la Meloni nel governo del cambiamento. Intanto il leader del Carroccio, entrando a Montecitorio ha frenato su una prossima imminente salita al Colle: «Vado al Quirinale? No. Non ho niente da dire, portate pazienza. Fatemi andare..». Il nodo resta sempre Paolo Savona, con la sua nomina che verrà discussa ancora nel vertice a tre fra Lega, M5s e Fratelli d’Italia, chiamati poi a riferire a Mattarella che ha messo da 24 ore il premier incaricato Cottarelli in autentico stand by “chiuso” nelle stanze della Camera in attesa di novità importanti. Intanto il professor Conte, raggiunto in breve dal Corriere della Sera, ha tenuto a ribadire che dell’Italia fuori dall’Euro «non c’è assolutamente traccia nel contratto di governo Lega-M5s, vi tengo a rassicurare tutti». (agg. di Niccolò Magnani) QUI VIDEO DICHIARAZIONI DEL PROFESSOR CONTE

CIOCCA AL MEF, SAVONA AGLI ESTERI?

Si chiama Pierluigi Ciocca e potrebbe essere la carta-jolly da giocarsi con il Colle per superare lo stallo sul nome di Paolo Savona come ministro all’Economia: le indiscrezioni e retroscena di Corriere della Sera e Ansa presentano l’economista ed ex vicedirettore di Bankitalia Ciocca come possibile nome da inserire nella squadra di Governo Lega-M5s-Fratelli d’Italia in modo da superare e far partire, 88 giorni dopo, finalmente il nuovo esecutivo. Savona potrebbe a quel punto essere spostato agli Esteri o in una più ardita ricostruzione venire “spacchettato” il Mef per poter dare a Savona e Ciocca due caselle su Tesoro e Finanze (tornando di fatto alle divisioni di quale lustro fa). Intanto altri indizi sulla possibilità svolta che potrebbe tenersi oggi a Roma sono dati non solo dagli appuntamenti cancellati di Matteo Salvini ma anche dalla presenza di Giuseppe Conte nella Capitale dopo non essersi presentato regolamento in Università a Firenze per le proprie lezioni. Mattarella intanto ha ricevuto la Presidente del Senato Casellati al Quirinale per un altro colloquio informale, mentre le trattative col Colle restano aperte tra Di Maio e Giorgetti, in attesa dell’arrivo di Salvini che potrebbe così aver cambiato idea dopo le frizioni di ieri sera sull’accantonamento di Paolo Savona. Spread e mercati per ora reagiscono bene visto che si va verso un possibile, ma non certo, colloquio ufficiale per la nascita del Governo nel giro di pochi giorni, se non ore. Ripetiamo dopo quanto visto in questi tre mesi, ormai ci aspettiamo davvero tutto e il contrario di tutto. (agg. di Niccolò Magnani)

SALVINI ANNULLA TUTTI GLI APPUNTAMENTI E CORRE A ROMA

Con una nota ufficiale dello staff di Matteo Salvini si annuncia che ogni comizio e appuntamento della giornata viene annullato: doveva trovarsi questa mattina alle porte di Milano, al mercato di Bareggio e tutta la giornata era scandita da tanti altri appuntamenti per il tour elettorale in vista delle Amministrative. Oggi però salta tutto, richiamato a Roma per immaginiamo a questo punto chiudere definitivamente la trattativa di Governo: non possiamo esserne sicuri, visti i cambi in corsa di questi ultimi tre mesi, ma di certo oggi potrebbe essere il giorno in cui si capisce quale sarà il prossimo premier – Conte o Cottarelli – come sarà il governo – politico o tecnico – e soprattutto quando si andrà ad elezioni. A breve è atteso il leader del Carroccio da un nuovo incontro con Di Maio, mentre intanto il premier incaricato Cottarelli continua il suo lavoro per l’eventuale squadra “neutrale-di servizio” nella Sala dei Busti della Camera. «Se il governo nasce noi lo rafforzeremo, non guferemo contro la nascita di questo esecutivo», ha confermato la parlamentare di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, facendo dunque intendere che i numeri per una maggioranza solida in Parlamento ci sarebbero. Ora la parola sta a due persone: Sergio Mattarella e Paolo Savona, sui loro nomi e le loro scelte si fondano i prossimi piani e scenari politici italiani. La fretta c’è e bisogna concludere, perdere altro tempo sarebbe sanguinoso. (agg. di Niccolò Magnani)

LA SCELTA TOCCA A SALVINI

Quella di oggi si preannuncia un’altra giornata cruciale per il futuro governo, e di conseguenza, per il futuro dell’Italia. Nelle ultime ore si è decisamente riaperta la possibilità che alla fine si costituisca l’esecutivo gialloverde composto da esponenti del Movimento 5 Stelle e della Lega. Il nodo cruciale resta sempre il ruolo del professor Savona, che potrebbe rimanere nel governo Conte ma non al ministero dell’Economia. Matteo Salvini, parlando nella tarda serata di ieri da Imperia, ha fatto capire che l’idea di Di Maio potrebbe anche andare bene, anche se sono molti quelli convinti che ora come ora la Lega stia spingendo per nuove elezioni, sicura del fatto che grazie al voto degli italiani possa ottenere la maggioranza e governare serenamente il Bel Paese. Dal suo canto, il numero uno dei grillini ha lanciato il guanto di sfida: «Ora sono gli altri – le sue parole all’assemblea MS5, riportate dall’agenzia Adnkronos che devono dirci se sono disponibili a trovare una soluzione ragionevole per formare un governo».

Qui la cronaca live di quanto accaduto nella caldissima giornata di ieri sul fronte governo

DI MAIO VUOLE IL GOVERNO GIALLOVERDE

Un chiaro messaggio alla Lega, come per dire, dopo più di 85 giorni di trattative il traguardo è vicino, non torniamo indietro proprio ora. Giornata caldissima quindi in arrivo, durante la quale proseguiranno i dialoghi fra MS5 e Lega, e tutto sembrerebbe essere nelle mani del leader del Carroccio, Matteo Salvini, che potrebbe fare un passo indietro, accogliendo la proposta di Di Maio, o proseguire per la propria strada, facendo quindi cadere tutto il castello. Nel frattempo c’è il presidente del consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, che è rimasto in stand-by e che attende di capire il da farsi: la sua squadra di ministri è praticamente pronta, e se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli dovesse dare l’ok, inizierà la sua nuova avventura come Primo Ministro, in attesa poi di nuove elezioni in programma molto probabilmente a settembre.

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