GENTILONI: “INFARTO? MI SENTII MALE PARLANDO CON HOLLANDE”/ “Arrivai al Gemelli nascosto sotto un lenzuolo”

Paolo Gentiloni ha raccontato un aneddoto sul principio d’infarto che lo costrinse all’intervento chirurgico: i primi sintomi si manifestarono con Hollande.

15.01.2019 - Dario D'Angelo
paolo gentiloni 2018 sky
Paolo Gentiloni, Sky

Si può definire un retroscena curioso, oggi che il pericolo è scampato, ma Paolo Gentiloni se l’è vista brutta quando, da poco nominato premier, si è trovato a fare i conti con un principio d’infarto. Intervistato a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, l’esponente del Partito Democratico ha svelato un aneddoto meno noto: il malore, infatti, si è manifestato non in un luogo qualsiasi, bensì all’Eliseo, dov’era in corso la visita ufficiale con l’allora presidente francese:”Venivamo da settimane complicate, era passato solo un mese dalla mia nomina a premier, ero tranquillo, ma iniziai a sentirmi male, con una forte pressione sul petto, già mentre ero a colloquio con Hollande”. Gentiloni però non diede l’allarme subito:”I francesi tengono molto a questi pranzi con foie gras e formaggio, e io non mangiai nulla. Non chiamai un medico perché pensai al ‘casino’ che poteva accadere, mi dissi di tenere duro perché non era nulla. Poi, però a Roma…”

GENTILONI, ARRIVAI AL GEMELLI NASCOSTO SOTTO UN LENZUOLO

Fatto ritorno nella Capitale, i sintomi del malore non potevano più essere dominati dal pure stoico Gentiloni, che ha raccontato:”A Palazzo Chigi c’era una brava dottoressa che mi portò di corsa al Gemelli dove mi misero uno ‘stent’. Chiamammo un’ambulanza che si fermò in un cortile di un altro palazzo, io arrivai li in macchina. Al Gemelli arrivai su di un lettino coperto da un lenzuolo, per non farmi riconoscere”. Ma cosa gli disse il medico? “Di stare tranquillo, mi dissero ‘abbiamo quasi finito’ mentre mi stavano operando, io guardavo dallo schermo”. La conferma che Gentiloni fu un “cattivo” paziente si ottiene da un altro elemento:”Mi dissero di prendermi riposo assoluto, ma facemmo un Consiglio dei Ministri due giorni dopo”. Quello fu un problema di salute comunque inatteso per un assiduo giocatore di tennis (anche dopo l’intervento, ndr):”Facevamo dei doppi con Realacci e Rutelli, che giocavano insieme e Chicco Testa, che giocava con me. Era una specie di rito propiziatorio pre-elezioni, iniziato nel 1993. Chi vinceva con più frequenza? C’era equilibrio”.



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