Tav, il fronte del sì torna in piazza il 12 gennaio/ Torino-Lione: “Daremo voce a tutti i sindaci del Nord”

Tav, il fronte del sì torna in piazza il 12 gennaio. Ultime notizie Torino-Lione: “Daremo voce a tutti i sindaci del Nord”, Chiamparino “ci sarà”.

05.01.2019 - Carmine Massimo Balsamo
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Manifestazione pro Tav in Piazza Castello a Torino (LaPresse)

Dopo il caos sull’analisi costi-benefici e l’anticipazione di Bloomberg, il fronte sì Tav è pronto a tornare in piazza a Torino per sostenere l’alta velocità: come riporta La Stampa, le ‘madamin’ hanno organizzato una nuova mobilitazione dopo il grande successo del corteo del 10 novembre 2018. Appuntamento sabato 12 gennaio alle ore 11.30 in Piazza Castello. Ecco la nota diramata dalle sigle “Sì, Torino va avanti” e “Si Tav SiLavoro”: «Ancora non è giunta nessuna notizia sui risultati dell’analisi costi benefici della Tav. L’aumento dei pedaggi autostradali dal primo gennaio solo per le autostrade del nord-ovest, Torino-Bardonecchia, Aosta-Monte Bianco e Torino-Savona, lascia intanto presagire una mossa del governo per influenzare il lavoro della commissione incaricata, che avrebbe già dovuto consegnare le sue valutazioni. Inoltre, come hanno fatto notare i sindaci della Val di Susa, il rischio è che i mezzi pesanti si riversino nelle statali, penalizzando la popolazione locale e mettendo a rischio l’ambiente».

SI’ TAV TORNANO IN PIAZZA A TORINO, CHIAMPARINO CI SARA’

Si legge ancora nella nota: «Questo ennesimo rinvio del Governo mette una seria ipoteca su 800 milioni di fondi europei per la Torino Lione, come ha fatto notare il portavoce dell’Ue a fine 2018. Se la Tav si ferma, perderanno il lavoro 800 persone attualmente impiegate nella Torino Lione, non ci saranno le 6 mila 000 assunzioni previste, il 50% per la manodopera locale, e scatterà una ipoteca di 4 miliardi di euro sul futuro dei nostri figli, senza considerare le penali», riporta La Stampa. E il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino sarà presente alla manifestazione, che vuole dare voce a tutti i sindaci del Nord: «Il governo, come avevo previsto, rinvia alle calende greche, o meglio a dopo le scadenze elettorali, ogni decisione sul Tav». Non sono giunte repliche per il momento dal Movimento 5 Stelle e dai No Tav.  (Aggiornamento di Massimo Balsamo)



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