ALEMANNO CONDANNATO A 6 ANNI/ La Russa “Difficile credere alla sua colpevolezza”

- Paolo Vites

Alemanno, ex sindaco di Roma, condannato a 6 anni perché collegato a “Mafia capitale”

Gianni Alemanno
Gianni Alemanno (LaPresse, 2019)

Dopo Formigoni c’è un altro grande nome della recente politica italiana che rischia di finire dietro le sbarre; stiamo parlando precisamente dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, condannato ieri a 6 anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito, ritenuto l’uomo di riferimento di “Mafia capitale” all’interno dell’amministrazione della Città Eterna. Non ci sta ovviamente lo stesso ex primo cittadino romano, che ha già annunciato il ricorso in appello, alla luce anche dal precedente parere negativo della procura di Roma che aveva archiviato la vicenda. «Non c’è una sola carta, una sola intercettazione di Mafia Capitale da cui emerge che lui sia un corrotto o abbia preso soldi», le parole dell’avvocato di Alemanno, Franco Coppi, che aveva chiesto l’assoluzione per il proprio assistito, richiesta non accolta dai giudici della seconda sezione del Tribunale di Roma. Moltissimi i pareri dal mondo politico nelle ultime ore, come quello di Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia: «Mi riesce difficile credere che Gianni abbia fatto politica per interesse personale». Così invece Maurizio Gasparri, Fi: «Sono certo che riuscirà ad affermare la sua innocenza». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ALEMANNO CONDANNATO A 6 ANNI

Reazioni dalla politica sulla condanna dell’ex sindaco di Roma Alemanno per il processo Mondo di Mezzo. Ecco il commento del presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra: «Processo Mondo di Mezzo, Alemanno condannato a 6 anni. Sentenza che potrà soddisfare tanti e scontentare tanti altri, ma sentenza! Ragioniamo insieme su come e quanto la cosa pubblica sia stata in passato asservita a logiche di Mafia». M5s all’attacco, questo il tweet di Massimo Baroni: «Mondo di Mezzo: l’ex sindaco di Roma Alemanno condannato a 6 anni per corruzione e finanziamento illecito. Quelli bravi, quelli competenti del CentroDestra che trasformano le amministrazioni locali in una mangiatoia, sappiano che con lo Spazzacorrotti non ci sono più scappatoie». Infine, le parole di Giulia Sarti: «La condanna di Alemanno nel giudizio di primo grado conferma ulteriormente la gravità del sistema #mafiacapitale. Vedremo come si concluderà il procedimento, ma oggi con il M5S non esiste più quel sistema di connivenze criminali ai quali la politica della Capitale era avvezza». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“CORROTTO DA CARMINATI DI MAFIA CAPITALE”

Secondo i pm dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” ne sono convinti: Gianni Alemanno è stato corrotto dal boss di Mafia Capitale, Massimo Carminati, ottenendo illecitamente denaro dalla sua “organizzazione” sub-mafiosa. L’ex sindaco di Roma è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, mentre ricordiamo come sia stata fissata una provvisionale di 50mila euro sia per la municipalizzata dei rifiuti, l’Ama, e anche per il Campidoglio. «Attraverso la vendita della sua funzione di sindaco e il compimento di atti contrari ai doveri dell’ufficio (…) il sodalizio criminale Mafia Capitale è riuscito a ottenere il controllo del territorio istituzionale di Ama spa, società presieduta dal Comune di Roma, incaricata di pubblico servizio», spiegano i pm di Roma per come riportato dal Sole 24 ore. Non solo, secondo i pubblici ministeri, Alemanno avrebbe consentito a porte le strutture del suo ufficio di Ama spa ed Eur spa «a disposizione di Salvatore Buzzi e di Massimo Carminati». (agg. di Niccolò Magnani)

“ANDREMO IN APPELLO”

Non ci sta l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che assieme ai suoi legali ha già annunciato che farà appello contro la sentenza che lo condanna in primo grado a 6 anni di reclusione per i reati di corruzione e finanziamento illecito nel processo stralcio di Mafia Capitale e in relazione a quello che le cronache giornalistiche avevano definito “Mondo di mezzo”. L’ex Ministro e deputato in quota Pdl avrebbe infatti percepito da Salvatore Buzzi (in concorso con Massimo Carminati) e altri soggetti del denaro per un totale di quasi 300 mila euro in cambio di atti contrari ai suoi doveri di ufficio dato che avrebbe poi fatto nominare dei dirigenti di Ama anche per pilotare un appalto per l’organico in seno alla stessa municipalizzata del Comune capitolino. Inoltre Alemanno non è stato solamente condannato alla confisca dei 298.500 euro contestati ma anche a subire la perpetua interdizione dai pubblici uffici. (agg. di R.G. Flore)

MONDO DI MEZZO, ALEMANNO CONDANNATO

Corrotto “per la vendita della funzione di sindaco di Roma Capitale, per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, oltre che per la vendita delle funzioni di Franco Panzironi”, ex vertice dell’Ama già condannato. E’ con questa accusa che l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato condannato nel filone di inchiesta di Mafia capitale denominato Mondo di mezzo a sei anni di carcere nel processo stralcio appunto di Mafia capitale. Non solo. Per l’ex sindaco l’accusa di aver percepito da Salvatore Buzzi e altri personaggi soldi in contanti ed erogazioni alla Fondazione Nuova Italia da lui presieduta per un totale di 298mila e 500 euro. All’ex sindaco infatti è stata chiesta la restituzione di quei soldi. Massimo Carminati e Buzzi avrebbero pagato per le nomine di dirigenti apicali in Ama, per pilotare l’appalto per l’organico della stessa municipalizzata e per sbloccare i crediti che Buzzi aveva con la pubblica amministrazione, con Ama e Eur Spa.

SONO INNOCENTE

Il commento di Alemanno: “Sono innocente non c’è una vera prova certa contro di me. Mafia capitale ha creato dei danni anche a me. Leggeremo le motivazioni per capire come si è arrivati a questa condanna. C’era un clima negativo. Ho avuto l’impressione che ci fosse la volontà di andare oltre anche a quanto chiesto dal pm. Non solo l’uomo di riferimento di mafia capitale, visto che sono stato prosciolto dall’accusa di associazione mafiosa”. I fatti risalgono al periodo tra il 2012 e il 2014.  Massimo Carminati, già appartenente in passato a gruppi eversivi dell’estrema destra, è stato condannato nel 2017 a 20 anni di carcere, poi la Corte di appello riduce la condanna a 14 anni, mentre Buzzi è stato condannato a 18 anni.

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