Ponte Morandi, 59 persone verso processo per il crollo/ Pm: “Consapevoli dei rischi”

- Silvana Palazzo

Ponte Morandi, 59 persone verso processo per il crollo: la procura di Genova ha notificato le richieste di rinvio a giudizio. I pm: “Consapevoli dei rischi”. E parlano anche di “immobilismo”

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Genova, crollo ponte Morandi (LaPresse)

59 persone verso il processo per il crollo del ponte Morandi. A quasi tre anni dalla tragedia, la procura di Genova segna una svolta nel procedimento per il collasso del viadotto sul Polcevera, a Genova, che ha causato la morte di 43 persone. I pm che hanno condotto le indagini parlano di «immobilismo» e «consapevolezza dei rischi». Le accuse sono, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro. Ma la procura di Genova contesta ad alcuni anche la colpa cosciente. Sono dieci le posizioni stralciate, per le quali saranno necessari altri approfondimenti. Invece tre persone sono morte nel corso delle indagini: si tratta di Luigi Forti, Celso Gambera e Graziano Baldini. Tra le persone per le quali è stato richiesto il rinvio a giudizio ci sono l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il manager Paolo Berti, l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e Antonino Galatà, ex ad di Aspea.

PONTE MORANDI, DUE INCIDENTI PROBATORI

«Oggi c’è la massima soddisfazione, con la consapevolezza che i miei colleghi Terrile e Cotugno hanno fatto un gran lavoro, sono stati straordinari», ha dichiarato il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio. Invece «il momento emotivamente più critico» è stato quello del 14 agosto 2018, quando hanno appreso la notizia del crollo del ponte Morandi di Genova. Nel corso delle indagini sono stati fatti due incidenti probatori. Nel primo sono stati fotografati i resti del viadotto al momento del crollo, l’altro invece ha stabilito le cause della tragedia. Secondo l’accusa, le indagini hanno scoperto il modus operandi del vecchio management della società: si puntava al massimo risparmio per una minima spesa, così da garantire alti dividenti ai soci. Dal crollo del ponte Morandi però sono sorte altre tre inchieste: una sui falsi report sui viadotti, una sulle barriere fonoassorbenti pericolose e la terza sui falsi report sulle gallerie e la loro mancata messa in sicurezza.



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