Presidente Repubblica, tutti gli eletti/ Nomi e storia: da De Nicola a Mattarella

- Luca Bucceri

Presidente della Repubblica, tutti gli eletti dal 1948 ad oggi: da De Nicola a Mattarella, passando per Einaudi, Pertini e Ciampi, i nomi

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Sergio Mattarella e Giorgio Napolitano (LaPresse)

Presidente della Repubblica, chi sarà il successore di Sergio Mattarella?

Oggi, lunedì 24 gennaio, il Parlamento si riunisce per votare il nuovo presidente della Repubblica italiana. In carica per sette anni per il cosiddetto “settennato del presidente”, il nome del Capo dello Stato viene fuori al termine di diverse chiamate d’elezione. La sua sede è il palazzo del Quirinale a Roma ed è una carica che, dal 1948 a oggi, hanno rivestito 12 illustri politici della storia d’Italia. Il primo presidente, come dice la storia, è stato Enrico De Nicola e l’ultimo, in ordine di tempo e prima della prossima elezione, Sergio Mattarella.

Salito al colle nel 2015, Sergio Mattarella ha saputo gestire la carica di Presidente della Repubblica in un momento storico complicato. Tra crisi politiche, economiche e una pandemia che ha messo in ginocchio il nostro Paese, Mattarella è stato capace di tenere unità l’Italia e ha fatto del suo stile asciutto ed essenziale il cardine del suo mandato. Mai fuori luogo e sempre elegante in ogni sua esternazione, il politico siciliano è stato eletto il 29 gennaio 2015 in quarto scrutinio, quando l’allora segretario del PD Matteo Renzi propose il suo nome che venne acclamato con poco meno di due terzi dei votanti. Ma chi sarà il nuovo presidente?

Presidente della Repubblica, tutti gli eletti

In attesa di conoscere il nuovo Capo dello Stato, chi conosce quali sono stati, dal 1948 a oggi, tutti i presidenti della Repubblica che si sono succeduti al Quirinale? Ricordarsi gli ultimi, come Ciampi, Napolitano e Mattarella, è un gioco da ragazzi, ma elencarli a memoria tutti e 12 è un’impresa ardua anche per chi li ha vissuti tutti anno dopo anno. Il primo storico presidente della Repubblica è stato Enrico De Nicola, che nel 1948 venne eletto in carica transitoria in attesa dell’elezione del “vero” presidente Luigi Einaudi, con entrambi gli uomini che facevano parte del Partito Liberale Italiano.

Dopo Einaudi, nel 1955, fu il momento di Giovanni Gronchi della Democrazia Cristiana, per poi lasciare il testimone al collega di partito Antonio Segni nel 1962. L’incarico da Presidente della Repubblica di Segni durò però soltanto due anni, entrando nella storia come il primo presidente che dovette rassegnare le proprie dimissioni. Il classe 1891, che perse la vita nel 1972, fu costretto a dare forfait a causa di una grave malattia che non gli consentiva di portare avanti il suo mandato in serenità e con le forze necessarie per guidare il paese dal Quirinale.

Presidente della Repubblica, Pertini e non solo

Al Presidente della Repubblica Segni succedette Giuseppe Saragat, del Partito Socialdemocratico Italiano, in carica dal 1964 al 1971. Poi l’elezione più risicata della storia, con l’arrivo al Quirinale nel 1971 di Giovanni Leone, eletto al ventitreesimo scrutinio con appena 518 voti sui 1008 dei grandi elettori. Ben diversa, nel 1978, fu l’elezione a Presidente della Repubblica di Sandro Pertini, ricordato come uno dei presidenti più veraci e popolari in assoluto. Nonostante le stragi terroristiche e mafiose, Pertini tra il ’78 e l’85 tenne ben salde le redini del Paese che stava andando verso una crisi mai vista.

Nel 1985 entrò poi al Quirinale Francesco Cossiga, uno dei presidenti più controversi della storia della Repubblica, che con le sue “picconate” influenzò la stagione di “Mani Pulite”. Dal 1992 al 1999 fu il tempo di Oscar Luigi Scalfaro, il presidente che si interessò veramente alle vicende politiche del Parlamento, per poi passare al nuovo millennio con Carlo Azeglio Ciampi, che riuscì a portare l’Italia in Europa nella maniera meno disastrosa possibile, e Giorgio Napolitano, primo presidente della Repubblica capace di firmare un bis al Quirinale. Al momento Napolitano resta l’unico ad aver fatto doppietta, con Mattarella che ha già annunciato la volontà di non proseguire con un nuovo mandato.







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