PROCURATORE FRANCESCO GRECO INDAGATO/ Loggia Ungheria, terremoto procura di Milano

- Dario D'Angelo

Il procuratore di Milano Francesco Greco indagato a Brescia per aver ritardato inizio indagini su rivelazioni di Pietro Amara sulla loggia Ungheria.

francescogreco procuratore milano 1 lapresse1280 640x300
Il procuratore capo di Milano Francesco Greco (LaPresse)

Il procuratore di Milano Francesco Greco è indagato a Brescia con l’accusa di aver ritardato l’apertura dell’inchiesta a fronte delle dichiarazioni rese dall’avvocato Pietro Amara sull’ormai nota vicenda della cosiddetta “loggia Ungheria“. Un vero e proprio terremoto quello in atto in queste settimane all’interno della Procura meneghina, dilaniata dallo scontro tra lo stesso Greco e il pm Paolo Storari. L’iscrizione nel registro degli indagati del procuratore Greco viene definita dagli inquirenti bresciani come un “atto dovuto” in seguito alle denunce fatte dallo stesso Storari ai magistrati bresciani. Il pubblico ministero, infatti, aveva riferito di aver chiesto a Grego di indagare sulla loggia Ungheria. Non trovando il riscontro sperato, Storari decise di consegnare i verbali segreti resi da Amara all’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo. Per questo motivo Storari è a sua volta indagato dalla procura di Brescia con l’accusa di aver rivelato segreti d’ufficio.

PROCURATORE FRANCESCO GRECO INDAGATO

Le dichiarazioni di Amara fanno riferimento all’indagine per quello che è stato poi definito il “falso complotto Eni“. Sulla base delle parole dell’avvocato Amara, Paolo Storari chiese a Francesco Greco e a Laura Pedio di dare il via ad un’indagine sull’asserita loggia segreta nel più breve tempo possibile, ma i due pm diedero seguito a quella richiesta soltanto 5 mesi pi procuratore aggiunto Laura Pedio e al pm Paolo Storari all’interno dell’indagine su quello che è stato poi definito il “falso complotto” Eni. Facendo seguito alle rivelazioni dell’avvocato Amara, Paolo Storari chiese a Francesco Greco e Laura Pedio di avviare nel più breve tempo possibile un’indagine sulla loggia Ungheria. Ma i due pm hanno dato seguito alle parole di Storari solo 5 mesi dopo, nel maggio del 2020. Storari giustificò la sua iniziativa di consegnare manualmente i verbali a Davigo come forma di auto-tutela rispetto proprio al ritardo dei pm. A sua volta, come riportato da Il Giornale, sembra che lo stesso Piercamillo Davigo,in tempi e modi diversi, abbia fatto cenno di quanto spiegatogli da Storari, almeno con il vicepresidente del Csm David Ermini e con altri due membri del Consiglio superiore della magistratura“.



© RIPRODUZIONE RISERVATA