Quell’estate del 1969/ Da Tito Stagno a Gino Bramieri e Raffaele Pisu (Techetechetè)

- Raffaele Graziano Flore

“Quell’estate del 1969”: lo speciale di Techetechetè dedicato all’indimenticabile stagione che chiude quel decennio. Da Tito Stagno e la “sua” Luna e Gino Bramieri a Raffaele Pisu

Quell'estate del 1969
Quell'estate del 1969 (Rai, 2019)

“Quell’estate del 1969”, sottotitolo: indimenticabile. È questo il titolo della puntata monografica di questa sera di Techetechetè che per l’occasione celebra a distanza di mezzo secolo non solamente un anno ma una stagione particolarmente ‘calda’ non solo dal punto di vista musicale ma pure degli eventi che hanno in un certo qual senso cambiato l’Italia e il mondo. Infatti, nella preview dell’appuntamento che andrà in onda nel pre-serale di Rai 1 (a partire dalle ore 20.30) che è stata pubblicata sull’account Twitter dello storico programma di video-frammenti che pesca nello sterminato archivio di Viale Mazzini e che per l’occasione è stato curato da Francesco Valitutti, si nota come saranno tanti i protagonisti pescati dall’estate del 1969 e che vanno dal mondo dello spettacolo nostrano a quelli che sono stati alcuni importanti eventi di massa (si veda il Festival di Woodstock) per arrivare infine allo storico sbarco dell’uomo sulla Luna e che fu raccontato in diretta dalla voce del giornalista Tito Stagno.

IL 1969 NELL’ESTATE ITALIANA

La puntata di questa sera di Techetechetè, come accennato, ripercorrerà infatti “quell’estate del 1969” e come viene spiegati nell’anteprima si tratterà di un viaggio che seguirà diversi binari per raccontare quei mesi: un percorso che si snoderà tra la storia ovviamente ma pure le canzoni che hanno caratterizzato quella stagione e i programmi tv, nonché i grandi fatti di cronaca che hanno reso per certi versi simbolica e una sorta di spartiacque l’ultima estate del decennio dei Sixties. “Poi la storia cambierà e nulla sarà come prima” si legge e infatti è così: basti pensare che tra gli eventi citati c’è la strage di Piazza Fontana a Milano anche se l’attentato ebbe luogo il 12 dicembre presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura, provocando ben 17 morti e 88 feriti e nella preview si mostra infatti il cartello che venne appeso in Duomo e che recitava “Milano si inchina alle vittime innocenti e prega”. Non solo cronaca dato che tra i vari personaggi che appariranno in video c’è pure un ancora giovane Gino Bramieri ad esempio, in uno degli sketch che all’epoca l’avevano reso celebre all’interno di alcuni varietà, e Raffaele Pisu, scomparso proprio lo scorso 31 luglio.

DALL’ALLUNAGGIO A WOODSTOCK ’69

Ma nelle immagini che scorreranno stasera nella puntata di Techetechetè c’è spazio anche per una estate calda dal punto di vista sindacale dato che si vedono sfilare assieme le tute blu di Cgil, Cisl e Uil che poi nel 1970 firmeranno per la prima volta il contratto di lavoro dei metalmeccanici. “Uniti si vince” si vede in un fotogramma in bianco e nero di uno striscione che vede unite Fiom, Fim e Uilm e che sarà solamente l’antipasto di quello che fu poi “l’autunno caldo” del 1969 con ben quattro mesi di assemblee, scioperi e lotte operaie che avranno il loro climax nella marcia a Roma di decine di migliaia di persone a novembre. Tuttavia, c’è spazio anche per la musica dato che quell’anno, dal 15 al 18 agosto, si tenne infatti l’epico Festival di Woodstock (conosciuto originalmente come Fiera della Musica e delle Arti) che si svolse nei pressi di Bethel, nello stato di New York, e viene ricordato ancora oggi come la tre giorni di pace e musica rock: inutile citare la scaletta dei concerti e tutti coloro che salirono sul palco, perché erano tra i mostri sacri dell’epoca e basti pensare che a chiudere la kermesse ci pensò nientemeno che Jimi Hendrix. Infine, a cavallo tra Italia e resto del mondo, ecco la celebre immagine di Tito Stagno con i suoi occhiali che il 20 luglio commentava il primo allunaggio dell’uomo in diretta con queste parole: “Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!”. Il giornalista di origini sarde, oggi 89enne, è uno dei volti storici di quella Rai ancora in bianco e nero ed è curioso notare come, secondo alcuni dati, egli annunciò l’atterraggio con ben 56 secondi di… anticipo e che fu definito da alcuni politici dell’epoca come un “astronauta ad honorem”.

 



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