Rasi: “Terza dose vaccino? Non ha senso programmarla ora”/ “Ci andrei cauto…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Sul dibattito in merito alla terza dose del vaccino covid, si inserisce anche Guido Rasi, ex numero uno dell’Ema: “Non ha senso programmarla ora”

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Guido Rasi (Tg2 Post)

Nel mondo scientifico si continua a discutere della terza dose di vaccino covid per coloro che sono stati vaccinati per primi, ma secondo Guido Rasi, ex direttore esecutivo di Ema e direttore scientifico Consulcesi, nonché consulente del commissario Figliuolo, al momento è prematuro parlarne: “Va bene per farsi trovare preparati in caso di necessità – le sue parole ai microfoni dell’Huffington Post – ma nulla di più. Avrebbe decisamente più senso se fossimo di fronte a varianti che non rispondono agli attuali vaccini. La terza dose può esser vista come un esercizio di preparazione per il futuro, ma non ha nessun senso concreto programmarla da adesso”.

Quindi Rasi, parlando con SkyTg24.it, ha aggiunto, sempre sull’argomento: “Andrei cauto perché i dati ci dicono che sembra durare più di quanto ci aspettavamo. Giusto essere pronti per la terza dose ma personalmente preferirei arrivarci con un vaccino modificato qualora arrivi la variante che scappa ai vaccini”.

GUIDO RASI: “TERZA DOSE? IPOTESI PIU’ GETTONATA E’ ASSIEME AD ANTINFLUENZALE”

Fra le tante possibilità esternate in queste ultime settimane, anche quella che il vaccino antiinfluenzale vada ad integrarsi con quello contro il covid, e a riguardo il dottor Rasi ha spiegato: “Questa è l’ipotesi su cui si sta lavorando di più – le sue parole rilasciate ai microfoni di Formiche.net – ricordiamo però che è solo un’ipotesi, dato che nessuno è può prevedere l’evoluzione di questo virus. Se circoleranno varianti sostanzialmente diverse dall’attuale ceppo, saranno dei veri e propri nuovi virus, quindi potrebbero entrare nel ciclo della vaccinazioni annuali dell’influenza”.

Nel frattempo la Pfizer e la BioNTech si sono già rivolte ad Ema, l’agenzia europea del farmaco, e alla FDA, chiedendo appunto l’autorizzazione per una terza dose, che stando alla stesse multinazionali farmaceutiche, permetterebbe di avere una risposta anticorpale superiore di 5/10 volte rispetto a quella fornita con le due dosi, e in grado così di neutralizzare le ultime varianti, compresa la Delta.

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