Reddito di cittadinanza, via alla raccolta firme per abolirlo/ Renzi: “Dal 15 giugno”

- Alessandro Nidi

Reddito di cittadinanza, Matteo Renzi e Italia Viva annunciano il via alla raccolta firme dal prossimo 15 giugno: “Dobbiamo cambiare il mondo del lavoro”

Renzi al senato
Matteo Renzi, discorso al Senato sul caso Open (LaPresse, 2022)

Via alla raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza, voluta da Matteo Renzi e dal partito Italia Viva. Il leader toscano del movimento politico ha scritto in queste ore sul suo profilo Facebook che è ormai ai nastri di partenza l’iniziativa: “Dal 15 giugno partiamo per la raccolta di firme per l’abolizione. Vogliamo soprattutto cambiare il mondo del lavoro per i più giovani”.

Affermazioni che hanno trovato d’accordo Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, il quale ha asserito a sua volta: “Dal 15 giugno partiamo per la raccolta di firme per l’abolizione del reddito di cittadinanza. Strumento sbagliato, va riscritto tutto. Siamo al paradosso che spendiamo un sacco di soldi ma ci sono poveri senza aiuto, disoccupati senza proposte di lavoro, aziende senza lavoratori, più lavoro nero. Ci vogliono più soldi per la lotta alla povertà, risorse direttamente alle aziende che assumono, più soldi in busta paga a chi lavora”.

REDDITO DI CITTADINANZA, RACCOLTA FIRME PER LA SUA ABOLIZIONE: IL PARERE DI M5S E LEGA

Sulle colonne di QN, in relazione alla raccolta firme contro il reddito di cittadinanza, si riportano anche le parole del senatore del Movimento Cinque Stelle Gabriele Lanzi, il quale ha detto: “Il Paese è allo stremo, fiaccato da due emergenze senza precedenti, ma per alcuni politici, la soluzione è quella di abolire il reddito di cittadinanza. Non si riesce davvero a comprendere come, a fronte di tutti gli sprechi ad oggi esistenti, si voglia andare a togliere un sostentamento economico essenziale a chi non ha nulla”.

Tuttavia, Matteo Salvini, leader della Lega, la pensa quasi come Matteo Renzi e Italia Viva e, se non si è spinto a dire di cancellare la misura, ha comunque suggerito una profonda e significativa opera di revisione. Queste le sue parole: “Ho detto al presidente del Consiglio Mario Draghi di cambiare radicalmente il reddito di cittadinanza, che sta diventando uno strumento di lavoro nero e disoccupazione. Dopo tre anni di esperienza, mi sembra evidente che qualcosa non stia funzionando”.





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