REGIONALI SICILIA IL 25 SETTEMBRE CON ELEZIONI POLITICHE/ Musumeci: “mi sono dimesso”

- Niccolò Magnani

Nello Musumeci annuncia le dimissioni da Presidente Regione Sicilia: si va all’election day con Regionali e Politiche il 25 settembre. Rebus candidati nel Centrodestra

Governatore Musumeci
Sicilia, il Governatore Nello Musumeci (LaPresse, 2020)

L’ANNUNCIO DI MUSUMECI: “DIMISSIONI SUBITO, ELEZIONI IL 25 SETTEMBRE”

Il Presidente di Regione Sicilia Nello Musumeci ha annunciato le proprie dimissioni in un video Facebook che anticipa il gesto formale che avverrà domani, venerdì 5 agosto, in Ars a Palermo: nell’ultimo giorno utile per poter indire l’Election Day il prossimo 25 settembre 2022, il Governatore replica allo strappo di Lega e Forza Italia e prova a fare “all-in” per ottenere una possibile ricandidatura alle Elezioni Regionali che a questo punto verranno accorpate al voto delle Politiche. «Una decisione sofferta e meditata e non dettata da motivi politici ma tecnici», ha spiegato Musumeci nel video FB diffuso in serata. In primo luogo, la chiusura delle scuole è stato un tema importante per prendere tale decisione, «molto più semplice interrompere le lezioni soltanto una volta, il 25 settembre, appunto, piuttosto che ripetere l’operazione anche il 6 novembre, quando sarebbero previste le Regionali in Sicilia».

Secondo motivo riguarda i possibili aumenti di casi Covid più ci si addentra nei mesi autunnali-invernali; infine, la prospettiva «di una campagna elettorale lunga tre mesi che si sovrapporrebbe a quella per il voto nazionale». Sanno però tutti nella maggioranza di Centrodestra in Sicilia che le frizioni tra Musumeci e Miccicché hanno portato gli ultimi mesi di legislatura in Ars a forti difficoltà nell’amministrare la regione. La partita delle candidature sarà da giocare a questo punto intersecando con quelle nazionali: sarà dunque un accordo Meloni-Salvini-Berlusconi che potrebbe sbloccare la situazione in modo da presentare Musumeci o un suo candidato “sostituto” nel blocco unitario della coalizione alle prossime Regionali. In questo senso, le parole del Presidente dimissionario Musumeci vanno nella direzione di una maggiore “distensione”: «Sono pronto a guidare ancora la coalizione verso la vittoria – aggiunge il presidente della Regione in diretta video -. Ma per me l’unità della coalizione è più importante della legittima aspirazione personale a continuare il lavoro iniziato cinque anni fa: se sono divisivo posso fare un ‘passo di lato’».

MUSUMECI VERSO DIMISSIONI IN SICILIA: COSA SUCCEDE DOMANI

Colpo di scena in salsa siciliana: il Presidente di Regione Sicilia, Nello Musumeci, nelle prossime ore potrebbe rassegnare le proprie dimissioni per poter convocare Elezioni anticipate e farle coincidere in un unico “Election Day” con le Politiche il prossimo 25 settembre 2022. Quando sembrava ormai tutto apparecchiato per Elezioni in novembre, rispettando la scadenza naturale della legislatura di Ars (Assemblea Regionale Sicilia), il dietrofront clamoroso arriva in casa Centrodestra: il presidente dell’Ars Gianfranco Miccicchè (Forza Italia), al termine di una maratona notturna durante la quale è stato approvato il ddl sulle variazioni di bilancio, «ha annunciato di avere convocato per domani alle 11 l’aula “per possibili comunicazioni del presidente della Regione», fa sapere l’ANSA. Oggi stesso, riporta invece il Giornale di Sicilia, Musumeci dovrebbe chiedere a Miccicchè di convocare il parlamentino siciliano in seduta straordinaria, la medesima procedura che presero Cuffaro e Lombardo quando si dimisero rispettivamente nel 2008 e 2012.

Il termine ultimo per poter consentire di unire in accorpamento Elezioni Politiche e Regionali scade per l’appunto domani, venerdì 5 agosto: il “countdown”, una volta che le dimissioni saranno ufficiali, vedrà comunque una corsa contro il tempo per impostare il voto anticipato in Election Day con le Politiche nazionali. le liste vanno presentate fra il 24 e 25 agosto, ovvero solo 4 giorni dopo il termine ultimo per le Politiche. Dopo le forti frizioni all’interno della coalizione di maggioranza in Sicilia – con Musumeci appoggiato da Fratelli d’Italia e Forza Italia-Lega invece intenzionate a candidare propri esponenti – la decisione del Presidente di anticipare le dimissioni potrebbe essere un ultimo estremo tentativo di stringere i tempi per ottenere la ricandidatura.

VERSO ELECTION DAY REGIONALI-POLITICHE: REBUS CANDIDATI IN SICILIA

«Siamo pronti a individuare un candidato anche se si dovesse votare la settimana prossima»: lo diceva giusto ieri il forzista Miccicché, contrario da tempo ormai alla ricandidatura del Presidente sostenuto da Giorgia Meloni. È evidente che il voto alle Regionali in Sicilia si “sovrappone” alle tante riflessioni e compromessi che la coalizione di Centrodestra dovrà raggiungere in questi giorni per programma e candidati alle Elezioni Politiche. L’accordo sulle Regionali più imminenti – Lombardia e Lazio nel 2023 e per l’appunto Sicilia a fine 2022 – doveva essere discusso più avanti, ma la mossa di Musumeci rischia di porre nuovamente in cima all’ordine del giorno la “questione siciliana”.

Alle primarie del Centrosinistra ha trionfato il Pd sulla candidata M5s e sarà dunque Caterina Chinnici a presentarsi come nome della coalizione a guida Dem: già presente e candidato invece l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca. Resta dunque da capire chi sarà il nome del Centrodestra, sempre che la coalizione ci arrivi integra al voto anticipato del 25 settembre dopo i dissidi visti negli ultimi tempi in Ars. Il leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè sempre ieri aveva rilanciato il nome dell’ex ministro azzurro Stefania Prestigiacomo – non trovando però particolari entusiasmi nella coalizione – mentre il segretario regionale della Lega Nino Minardo aveva proposto la candidatura di un esponente del carroccio. Mpa e Udc attendono con interesse per capire su chi puntare, in modo da non rimanere “fuori” dallo sbarramento del 5% fissato dalla legge elettorale regionale. Da canto suo, Musumeci spera nella rielezione ma potrebbe anche trovare spazio nelle liste di Camera o Senato con Fratelli d’Italia, qualora la coalizione decidesse di puntare su un altro nome (ottenendo però per Meloni la priorità di scelta per le altre Regionali in corso, Lombardia e soprattutto Lazio).





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