Rezza: “Covid? Rialzo dei casi ma diverso da un anno fa”/ Ciccozzi: “Niente di grave”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gianni Rezza e Massimo Ciccozzi sulla nuova ondata di covid: i due addetti ai lavori concordi nel giro che la situazione non è grave anche se va ovviamente attenzionata

rezza, min. Salute
Gianni Rezza, Direttore Generale Ministero della Salute (LaPresse)

Una nuova ondata covid sta interessando l’Italia in queste ultime settimane, ma gli addetti ai lavori, pur richiamando alla massima attenzione, non sembrano utilizzare toni allarmistici, per lo meno non quelli a cui siamo stati abituati nel recente passato. “Con un virus nuovo non c’è estate che tenga – sono le parole di Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, nel suo intervento al webinar ‘Epatite pediatrica: un incontro per capirne di più e lavorare insieme sulla prevenzione’, riportate da SkyTg24 – poi c’è stata l’abolizione di molte misure e una variante che reinfetta”.

“Speriamo che si tratti di un fenomeno limitato nel tempo – ha proseguito Rezza – anche lo scorso anno, all’inizio dell’estate, dopo gli Europei” di calcio, “c’è stato un rialzo dei casi, ma oggi abbiamo una variante diversa”. Sulla falsa riga quanto dichiarato da Massimo Ciccozzi, noto epidemiologo del Campus biomedico di Roma, voce autorevole della pandemia da due anni a questa parte, spesso e volentieri ospite come opinionista di trasmissioni tv. Interpellato in occasione della trasmissione “Rotocalco 264” su Cusano Italia Tv, ha spiegato: “Siamo nel pieno dell’ondata di Omicron 5, ma era prevedibile”.

REZZA E CICCOZZI SULLA NUOVA ONDATA DI CASI COVID, “T.I. NON IN AUMENTO”

E ancora: “Stiamo vivendo quello che è stato vissuto in Portogallo prima noi quindi avremo un innalzamento dei contagi, un picco probabile tra 3-4 settimane e infine il plateau e la discesa dei casi. Se rimane questa variante, come tutti noi speriamo e pensiamo da buoni evoluzionisti, dopo la fine di luglio avremo una specie di rumore di fondo con contagi fisiologici proprio per l’endemizzazione del virus”.

In ogni caso, secondo Piccozzi, la situazione non dovrebbe prevedere grandi peggioramenti: “Ma non ci sarà nulla di grave: se resterà questa variante i sintomi sono noti e leggermente più impegnativi rispetto a quelli di Omicron 1: febbre un po’ più alta, mal di testa, talvolta diarrea, astenia, tosse simile alla faringite dopo il quarto giorno”. L’esperto ha poi sottolineato che le terapie intensive “non sono assolutamente in aumento”. Crescono invece i ricoveri ordinari “perché spesso – ha concluso – una persona anziana colpita da Omicron 5, se ha febbre alta, specialmente il sabato e la domenica va in Pronto Soccorso”.







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