Riapertura scuole “Aspettiamo metà gennaio”/ Vaia (Spallanzani): “Troppi contagi”

- Matteo Fantozzi

“Non riaprite le scuole”, l’allarme di Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma. “Aspettiamo una settimana, coronavirus non sparisce con Epifania”

Paola Mastrocola
(LaPresse)

“Troppi i contagi da Coronavirus, non riaprite le scuole”. Questo è l’appello di Francesco Vaia, il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, che ha di certo il polso della situazione sotto mano, in vista della riapertura delle scuole. A Huffington Post ha voluto fare chiarezza sull’andamento dell’epidemia Covid: “L’aumento dei contagi di questi giorni non è figlio di Natale o Capodanno, ma dei giorni di shopping attorno al 20 dicembre prima del decreto per il Natale. Per questo sembra importante posticipare l’apertura delle scuole superiori almeno fino alla metà di gennaio”. Sicuramente la prudenza non è mai troppa e proprio per questo l’esperto aggiunge: “L’Epifania non porterà via il virus insieme alle feste. Diamoci dunque una settimana di tempo in più”. In questo modo i contagiati, asintomatici o meno, avranno la possibilità di rimanere a casa e non di scoprirlo una settimana dopo il ritorno in aula.

Francesco Vaia su vaccinazioni “Migliorare ritmo”

Francesco Vaia ha parlato anche di vaccini oltre al fatto di non riaprire le scuole subito: “L’Italia deve migliorare nel ritmo delle vaccinazioni, ma la lentezza di questo inizio è recuperabile e comprensibile“. In merito alla situazione parla anche di quello che sta accadendo in Inghilterra: “Chi fa la prima dose di vaccino deve ripetere la dose dello stesso vaccino. Il cocktail è da bocciare. Questi argomenti un po’ arditi sarebbero da evitare in questa fase perché danno legna da ardere a coloro che esprimo perplessità sullo strumento vaccino. Se è stato approvato e prevedendo che la seconda dose deve essere fatta al 21esimo giorno è evidente che dobbiamo attenerci a questo. Se no diamo al pubblico il messaggio sbagliato di poter stravolgere le regole in corso d’opera”. 



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