Ricardo Bofill è morto/ L’architetto spagnolo stroncato dal Covid

- Josephine Carinci

Ricardo Bofill, architetto spagnolo con progetti importanti non solo in Spagna ma anche in Italia e nel mondo intero, è morto stroncato dal Covid-19

ricardo Bofill
ricardo Bofill

Si è spento oggi l’architetto Ricardo Bofill, uno degli professionisti spagnoli più rinomati. L’architetto è morto a Barcellona all’età di 82 anni a causa del Covid-19. Nella sua lunga carriera è stato autore di progetti importanti, in Spagna e non solo. Sul curriculum, infatti, anche progetti in Italia. A dare notizia della sua morte è stato il ministro della Cultura spagnolo, Miquel Iceta. L’uomo è stato marito dell’attrice italiana Serena Vergano. In Spagna, Ricardo Bofill è stato autore di importanti progetti come il Parco Manzanares di Madrid o il Teatro Nazionale della Catalogna, ma non soltanto. Per lui anche vari lavori in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. Nella penisola, l’uomo ha disegnato la piazza della Libertà e l’edificio Crescent di Salerno e la Torre Orsero e il Palacrociere di Savona. Non soltanto: il noto architetto spagnolo ha anche curato l’impostazione globale del progetto del Parco Leonardo a Roma.

L’architetto Bofill è stato ricordato anche da Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania: «Lo ricordiamo per le sue qualità professionali, per la sua umanità, per il suo lavoro realizzato nella città di Salerno. Con la progettazione di piazza della Libertà e del Crescent ci ha lasciato uno dei segni più significativi dell’architettura contemporanea e della trasformazione urbanistica della città». Anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha dedicato un pensiero allo spagnolo: «Fin dal primo momento Bofill ha dimostrato un grande amore per Salerno, la sua storia, la sua bellezza. Gli saremo eternamente grati per la sua genialità, la sua passione, la condivisione della fatica per la realizzazione di un’opera epocale».

Ricardo Bofill: i progetti dell’architetto

Ricardo Bofill è stato uno degli architetti più popolari degli ultimi decenni. Il professionista spagnolo, all’inizio degli anni 90′ progettò anche una nuova stazione di Bologna, guidato dall’amministrazione del sindaco Vitali. L’incarico fu affidato proprio all’architetto spagnolo, che ideò un’opera straordinaria che prevedeva binari sotto terra ma avrebbe lasciato in piedi solo l’atrio sventrato dalla bomba del Due Agosto. Il suo disegno, con due torri alte 120 metri, fece scalpore.

“Ho cercato di unire classicismo italiano e architettura moderna” spiegò Bofill, che nella stazione aveva progettato una piazza sospesa con un centro commerciale, uffici, servizi per i viaggiatori e un grande auditorium a pianta triangolare da 2000 posti. Il preventivo era da 500 miliardi di lire. Il progetto, poi, non si realizzò. Fu forte l’opposizione incontrata in città ma soprattutto giocò un ruolo importante il vincolo del ministero dei Beni culturali e l’ammonimento della Commissione europea alle Ferrovie: non era stato bandito un concorso ufficiale per affidare l’incarico di progettazione, così saltò tutto. Il noto architetto è morto a causa del Covid-19.

 

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