Ricciardi “Picco in 10 giorni ma morti saliranno”/ “Cambiare regole, non alleggerire”

- Silvana Palazzo

Walter Ricciardi, consulente ministro Roberto Speranza: “Picco vicino, in 10 giorni, ma morti stabili o saliranno”. E sulle regole: “Cambiarle, non alleggerirle. Non abbassare guardia”

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Walter Ricciardi a Rai News24

L’Italia si sta avvicinando al picco della quarta ondata Covid, spinta dalla variante Omicron. «Nell’arco della prossima settimana-10 giorni dovremo raggiungerlo e poi consolidare questa discesa», ha dichiarato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza. Intervenuto a “Parliamone” su RaiNews24, si è anche espresso sul numero dei morti. «Sono legati ai contagi che si sono verificati durante le festività, quando le persone si sono ammalate per quei raduni familiari. Noi avevamo detto di essere prudente, ma evidentemente alcuni non lo sono stati». Quel che è successo è noto: «Quell’infezione è degenerata, diventando malattia e per alcune persone, soprattutto le non vaccinate, si è trasformata in una patologica clinicamente molto grave, che addirittura porta a morte». Le prospettive nel breve termine non sono rosee: «Purtroppo questo numero di decessi per il momento continuerà ad essere stabile o a salire».

Di sicuro questo mese di gennaio è stato «catastrofico per i decessi, ma anche per la pressione sugli ospedali». Walter Ricciardi ha citato il caso dell’ospedale San Camillo di Roma che ha dovuto sospendere le chemioterapie. «Persone col cancro devono aspettare per essere curate perché gli ospedali sono occupati da persone col Covid e ci sono terapie intensive che si riempiono di persone non vaccinate».

“CAMBIARE REGOLE MA CON PRUDENZA”

Questo è per Walter Ricciardi il bilancio della quarta ondata. «Spero che febbraio sia meglio, ma non sarà un mese libero da preoccupazioni», ha avvertito in collegamento con RaiNews24. Ci sono poi i rianimatori che chiedono protocolli per gli interventi di persone positive al Covid che necessitano di interventi. Il tema del giorno però è la revisione delle regole, nello specifico del sistema dei colori e del bollettino. «La mia opinione è anche quella del ministro: bisogna essere prudenti. Tutto quello che si può fare va fatto, ma non bisogna abbassare la guardia, perché l’epidemia è talmente veloce nella sua crescita… Oggi il Covid è la terza causa di morte in Italia. Se abbassiamo l’attenzione non aumentano solo i casi, ma anche i morti». Sollecitato sul sistema a colori, ha spiegato: «I presidenti di regioni vivono i passaggi di colore come stigma. Forse in questo caso si potrebbe ragionare in maniera più allargata, anziché per regioni. Delle decisioni devono essere prese omogeneamente, ma verranno prese nel confronto che il ministro avrà presto con le regioni».

“COVID NON VA TRATTATO COME INFLUENZA”

Walter Ricciardi ha parlato anche dei tamponi fai da te a RaiNews24: «Ci vogliono protocolli precisi. Se si fanno sui vaccinati, che sono protetti, ha un senso. L’utilizzazione dei tamponi fai da te ha lo svantaggio che è priva della manualità degli operatori, oltre che della sensibilità». Invece su una revisione delle quarantene: «C’è un’analisi della situazione epidemiologica attuale. Non si parla di alleggerire, ma di prendere decisioni adeguate alla situazione». Infine, ha ribadito che il Covid non va gestito per ora come un’influenza, ma è sicuramente un auspicio per il futuro: «Il Covid è la prima causa di morte in Europa». La realtà quindi è diversa: «Convivere non vuol dire rassegnarsi ad avere 300 morti al giorno ma combattere il Covid con strumenti e vaccinazioni, non possiamo illuderci che sia un’influenza, perché non lo è».





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