RIFIUTI A ROMA/ Quella monnezza che smaschera l’utopia di Gualtieri

- Monica Mondo

Dopo una primo rapido ritiro dei rifiuti esistenti, adesso la gestione del neosindaco Gualtieri è già in affanno. I problemi non fanno sconti. Neppure al Pd

Caos rifiuti a Roma
Rifiuti a Roma (LaPresse)

Arriva novembre, piove, stile tropicale (anche se in mezza Roma l’acqua manca, a singhiozzo). I tombini straripano di foglie e immondizia, e l’acqua tracima. Le strade piene di buche si riempiono, e i pedoni saltellano da rari pezzetti di marciapiedi liberi, da macchine e transenne, o affondano nei liquami. I cassonetti strabordano, marcescenti e maleodoranti, ché l’acqua piovana imputridisce il già putrido, e anche la raccolta generosa di qualche straniero volonteroso improvvisatosi spazzino per qualche centesimo resta impossibile. Raccolta carta? A terra. Raccolta plastica? A terra. Raccolta mista? Se non è a terra, è solo più difficile il lavoro dei rom che con grucce si arrabattano per tirar fuori tutto dai cassoni del non recuperabile, e scegliere cosa caricare sui loro carrettini.

Questa è Roma, Roma Capitale, e ci siamo abituati, in cinque anni di governo Raggi. Solo che oggi le maire, l’alcalde, il mayor è uno stimato ex ministro Pd, e i cittadini restano attoniti. Ma come? Quale complotto alla promessa rinnovata gestione del decoro della città eterna? Non possono essere i 5 Stelle delusi e vendicativi, sono alleati di governo, ci mancherebbe. Le destre, per forza, sempre loro. E pensare che il sindaco chitarrista aveva giurato che il vento stava cambiando…Ah no, questa è storia passata. Ma giurare aveva giurato comunque: entro Natale pulizia straordinaria, Roma a specchio per turisti e cittadini in vena di shopping. Forse si riferiva al più ristretto centro storico. O forse, dev’essere così per forza, ci vuole solo un po’ di pazienza, a Natale manca ancora tanto, si pulirà! Il 24 dicembre. E come nelle favole sotto un bel manto di neve candida ci si sveglierà il 25 tutti più buoni, con la città immacolata e pura.

Che bel sogno, caro Gualtieri, ci dovrebbe fare una ballata, da cantare con la chitarrina dall’alto di uno dei sette colli mentre la città marcisce. Dicono che la monnezza la smaltiranno ad Aprilia. Dicono che si pagherà tanto. Dicono che, ora che tutto è cambiato, nulla cambia. Mica solo nella Sicilia del Gattopardo. Senza rimpianti, che sarebbe una barzelletta, tuttavia si nota che le ripartenze annunciate stentano, mentre la prosopopea non scema. D’altra parte, la moralità, la correttezza istituzionale, il coinvolgimento dei cittadini, sono appannaggio del Pd, da sempre, non è forse vero? Per conferma chiedere a Buzzi, consumando al suo Burger Bar un “panino criminale”.

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