Riforma pensioni 2022/ Si rischia il taglio alla spesa previdenziale

- Maria Melania Barone

Riforma pensioni 2022, se si continua a perdere tempo l’accordo non ci sarà, nel frattempo si fa avanti l’Europa che vorrebbe un taglio della spesa pubblica. Che ne sarà delle pensioni?

Governo Draghi, Dl Aiuti
Conferenza stampa sul Dl Aiuti: con Draghi i Ministri Cingolani, Franco, Giorgetti, Giovannini e Orlando (LaPresse, 2022)

Per la definizione della nuova legge di bilancio mancano soltanto 4 mesi, ma il sistema previdenziale nel 2023 potrebbe non essere riformato a causa del fatto che il governo non ha ancora preso coraggio ad affrontare la nuova riforma pensioni 2022.

Riforma pensioni 2022: c’è chi non crede più al governo

E nonostante le tante rassicurazioni anche fatte dal ministro del lavoro Andrea Orlando, che vorrebbe rendere struttura abile Opzione donna, oltre ad aver già aperta mente dichiarato che il governo ha fissato come obiettivo quello di rendere superabile la riforma pensioni della Fornero che entrerebbe in vigore nel caso non fosse cambiata la normativa attraverso una nuova riforma.

Dal momento che i tavoli delle trattative si sono interrotti a partire dal febbraio scorso, le parti sociali e sindacati hanno richiesto più volte di riaprire il tavolo del confronto ma da parte del ministero e del governo hanno ottenuto soltanto un timido: “abbiate fede”.

Tuttavia se il governo non si decide ad affrontare la riforma pensioni almeno entro il mese di luglio, così da riaprire i tavoli delle trattativa, si rischierebbe che la riforma pensioni nella Nadef di settembre non potrebbe essere inserita. Uno smacco per tutti gli italiani che aspettavano da mesi di poter sapere se l’Italia intera meritasse una riforma che gratifica asse chi ha lavorato per decenni.

Riforma pensioni 2022: e l’Europa vuole un taglio…

Ed è così che i sindacati si sono fatti sentire: perché loro la riforma la vogliono a tutti i costi proprio adesso che è stata bocciata anche quota 102 punto è così si è fatta avanti la lega che preme per inserire quota 41 che in realtà non è una vera e propria riforma in quanto c’è già la riforma pensioni della Fornero a considerare la flessibilità in uscita una volta raggiunti i 41 anni di contributi e 67 anni di età. Che infatti potrebbe raggiungere quota 41 senza avere già compiuto almeno 65 anni di età? Ed ecco che questa misura proposta dalla lega rischia di tramutarsi in una beffa.

Ma l’impressione generale che di meglio non si riesca proprio a fare visto che, proprio Bruxelles negli ultimi giorni ha pubblicato le sue ultime ricette per l’Italia che a quanto pare spende troppo in previdenza.

Sembra quasi un suggerimento ad affrontare un taglio sulle pensioni visto che proprio questa voce della spesa pubblica destinata drammaticamente ad aumentare nei prossimi mesi e a non essere più sostenibile nel lungo periodo visto il decremento demografico.

Adesso il governo dovrebbe darsi da fare per non creare sgomento e amarezza nella mente degli italiani che aspettano già da troppo.







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