Riforma pensioni 2024/ Cgil contro il Governo per il Tfs/Tfr dei dipendenti pubblici

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2024, la Cgil contesta il Governo sul fronte del Tfs/Tfr dei dipendenti pubblici, mentre Orlando ricorda un tema dimenticato

Cgil Bandiere Ansa1280 640x300.jpeg Manifestanti della Cgil (Ansa)

LA CGIL CONTRO IL GOVERNO

Come noto, a partire dal 25 aprile scorso, l’Inps non accetta più domande per l’anticipo del Tfr/Tfs dei dipendenti pubblici a causa dell’esaurimento delle risorse stanziate a tale scopo. Oltretutto le domande già presentate e ancora in lavorazione potrebbe subire rallentamenti. La Cgil evidenzia che il Governo non è intervenuto sul tema della liquidazione dei dipendenti pubblici nonostante una sentenza della Corte Costituzionale dello scorso anno che boccia il suo differimento che può arrivare anche a sette anni nel caso di pensionamento anticipato. Il sindacato guidato da Maurizio Landini promette quindi battaglia sul punto, oltre che sulle scelte in generale in tema di riforma delle pensioni. Intanto Andrea Orlando, ex ministro del Lavoro e deputato del Partito democratico, evidenzia che nel dibattito in vista delle elezioni europee non si parli della difficoltà che hanno molti lavoratori e pensionati ad arrivare al 27 del mese, un tema legato alle questioni europee visto che il Patto di stabilità riformato non lascia spazio a soluzioni all’aumento degli assegni pensionistici.

RIFORMA PENSIONI, LA CIRCOLARE INPS

Venerdì scorso l’Inps ha diffuso una circolare che fornisce dei chiarimenti importanti su Opzione donna. I requisiti per questo accesso anticipato alla pensione sono ben noti, anche perché sono stati resi più “stretti” dall’ultima Legge di bilancio. L’Inps specifica, però, che per raggiungere il requisito contributivo di 35 anni possono essere utilizzati anche i periodi assicurativi maturati all’estero (purché esistano convenzioni bilaterali con l’Italia o si applichi la regolamentazione Ue sulla sicurezza sociale). È importante però rispettare il minimale di contribuzione previsto dalle norme comunitarie o dalle singole convenzioni bilaterali. L’Inps fornisce anche un chiarimento importante circa il requisito di appartenere a un’impresa in stato di crisi.

LE INCOGNITE SULLA PROROGA

Infatti, il tavolo di confronto per la gestione della crisi deve risultare attivo alla data del 1° gennaio 2024 oppure essere stato attivato in data successiva. Non si prevedono molti accessi alla quiescenza tramite Opzione donna quest’anno e tra l’altro non è chiaro se questa misura riservata alle lavoratrici verrà rinnovata per il 2025. A dire il vero si tratta di una misura, nella formula attuale, di costo molto limitato per le casse pubbliche, quindi potrebbe anche essere confermata senza molti sforzi. Tuttavia la situazione dei conti pubblici non è rosea e dunque si potrebbe anche decidere di cancellare Opzione donna, come altre forme di pensionamento anticipato per vararne una nuova. A tal proposito si attende l’illustrazione del progetto di Massimo Garavaglia per superare la Legge Fornero già dal 2025.

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