Riforma pensioni/ L’allargamento del riscatto della laurea agevolato Inps

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, la circolare dell’Inps diffusa ieri a proposito del riscatto di laurea agevolato contiene una novità importante

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“L’ALLARGAMENTO” DEL RISCATTO DI LAUREA AGEVOLATO

La circolare dell’Inps diffusa ieri a proposito del riscatto di laurea agevolato contiene una novità importante di cui dà conto il sito del Sole 24 Ore. Viene infatti spiegato che sono riscattabili non solo i periodi di studio successivi al 1996, ma anche quelli precedenti. “C’è però una condizione: il lavoratore deve optare per la liquidazione dell’assegno pensionistico con il sistema contributivo. Questa scelta può essere fatta dai lavoratori tra i 15 e i 18 anni di contributi al 1995, di cui almeno 5 con il sistema contributivo”, aggiunge il quotidiano di Confindustria. Dunque la misura contenuta nel pacchetto delle norme in materia di riforma pensioni approvate dal Governo Conte 1 avrebbe una possibilità in più di essere utilizzata, ma ovviamente la conseguenza sarebbe quella di avere un assegno più basso rispetto a quello che si avrebbe attendendo di poter raggiungere il traguardo pensionistico in un modo diverso da quello che passa dal calcolo contributivo dell’ammontare della pensione.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI FERRARI

Secondo Sergio Ferrari, Presidente della Fipac-Confesercenti, “è assolutamente necessario che ci siano anche le Federazioni dei pensionati autonomi all’incontro che si terrà, il prossimo 27 gennaio” tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni. “Oltre alla revisione della legge Fornero, a Quota 100, all’incidenza delle tasse sui pensionati, sul tavolo ci sono anche altri temi, a nostro parere, che andrebbero affrontati quanto prima: rivalutazione delle pensioni minime, salute e assistenza e infine pensione di cittadinanza, che ha avuto una platea di beneficiari decisamente ridotta rispetto a quanto era stato prospettato”, sono le sue parole riportate da Askanews. Per Ferrari, “il governo ha l’occasione di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato, evitando di perpetuare l’ingiusta discriminazione ai danni dei circa 5 milioni di pensionati del lavoro autonomo”, anche perché “i pensionati autonomi sono sottoposti a requisiti più stringenti rispetto a chi viene da un lavoro dipendente”.



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