Riforma pensioni/ Il principio dell’Ape volontario da recuperare

- Lorenzo Torrisi

L’Ape volontario è scaduto alla fine dell’anno scorso. Ma il suo principio viene invocato nel dibattito in materia di riforma pensioni

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IL PRINCIPIO DELL’APE VOLONTARIO DA RECUPERARE

In un articolo pubblicato sul Foglio, Francesco Del Prato e Matteo Paradisi hanno ricordato che lo scorso 31 dicembre è scaduto l’Ape volontario, misura di riforma pensioni introdotta in via sperimentale dal Governo Renzi ed entrata in vigore nel maggio del 2017. Il monitoraggio Inps, ricordano gli autori, è stato effettuato per un solo anno. Dall’insediamento del Governo Conte-1 non si sa quindi quanti italiani abbiano usufruito della misura e se la “sperimentazione” sia stata o meno positiva. È quindi impossibile giudicare questo canale di pensionamento anticipato che, evidenziano Del Prato e Paradisi, aveva il vantaggio di non avere costi per lo Stato. Dal loro punto di vista, sarebbe utile introdurre una flessibilità pensionistica sul principio dell’Ape volontario per il post-Quota 100. “Il sospetto è che mance e slogan facciano più rumore delle misure pensate per restare. E non è un caso, allora, che di Ape volontario si senta parlare ormai molto poco”, aggiungono gli autori.

RIFORMA PENSIONI, LE STRADE PER NON ASPETTARE I 67 ANNI

In questi giorni in cui si susseguono diverse ipotesi di riforma pensioni, il sito del Sole 24 Ore ricorda quali sono i modi per andare in quiescenza prima dei 67 anni. Tra questi anche la pensione contributiva anticipata, “prevista per chi ha iniziato a versare i contributi dal 1996 ed è interamente soggetto al metodo di calcolo contributivo. Vi si accede ad almeno 64 anni di età (requisito della vecchiaia ordinaria ridotto di 3 anni), 20 anni di contributi, e un assegno previdenziale di importo pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale (quindi 1.287,52 euro quest’anno)”. Un’altra strada è quella dell’assegno straordinario, che può essere erogato dai fondi di solidarietà (per i settori che ce l’hanno, come per esempio quello bancario), e “che accompagna alla pensione, di vecchiaia o anticipata, i lavoratori delle imprese aderenti, fino a un massimo di cinque anni. A chi accetta l’esodo, viene garantito un assegno pari alla pensione maturata fino a quel momento e vengono versati i contributi previdenziali”.



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