Riforma pensioni/ Ultime notizie. Quota 100 e l’anomalia italiana

- Lorenzo Torrisi

Oggi si è svolta l’assemblea di Assonime, il cui Presidente Innocenzo Cipolletta ha parlato anche di riforma pensioni con Quota 100

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RIFORMA PENSIONI E L’ANOMALIA ITALIANA

Oggi si è svolta l’assemblea di Assonime, il cui Presidente Innocenzo Cipolletta ha parlato anche di riforma pensioni con Quota 100. Secondo quanto riporta Askanews, ha infatti spiegato che “alcune misure adottate da questo governo, purtroppo, risentono dell’ansia di legiferare e di rovesciare vecchi interventi”. Oltretutto, dal suo punto di vista quota 100 ha di fatto fatto salire la spesa pensionistica già elevata dell’Italia. Per Cipolletta, “le misure sul mercato del lavoro (decreto dignità) e quelle sul sistema pensionistico (quota 100) sembrano motivate più dall’obiettivo di contrastare provvedimenti presi da altri governi, che da quello di dare un assetto stabile a istituzioni rilevanti per la vita del Paese. Ricordo che la spesa per pensioni rappresenta la vera anomalia italiana, sia perché è eccessiva rispetto a quanto avviene in altri paesi europei, sia perché è l’unica spesa pubblica che ha continuato ad aumentare nel corso degli ultimi anni, scaricando costi iniqui e insostenibili sulle nuove generazioni. Di certo non andava aumentata ulteriormente”.

RAMPINI SUL CONTRIBUTO DEGLI IMMIGRATI

Federico Rampini, autore de “La notte della sinistra”, in un’intervista a La Verità interviene su un tema che ha tenuto banco nei discorsi relativi alla riforma pensioni: il fatto che gli immigrati paghino le pensioni degli italiani. “Sì, però quando poi invecchieranno, cominceranno a ‘consumare’ pensioni, anziché finanziarle. Sul lungo periodo, non basterà l’attuale livello di immigrazione, servirà un continuo flusso migratorio per mantenere in equilibrio la previdenza. Questo flusso cambierebbe la composizione etnica della società italiana. Come minimo dovremmo chiedere un parere ai cittadini”, fa notare il giornalista di Repubblica, secondo cui i primi a vedere le frontiere sono i migranti stessi, che infatti cercano di arrivare “dall’altra parte”, “sognano di stare dalla parte giusta, dove esiste uno Stato di diritto”. Rispetto al rischio di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, Rampini dice che si tratta di “un gioco delle parti, ma parti deboli. È debole – e isolata – l’Italia. È debolissima l’Europa”.

I CONTROLLI IN CORSO ALL’ESTERO PER CONTO DELL’INPS

Mentre non cessa il dibattito sulle misure di riforma pensioni approvate dal Governo, Avvenire ricorda che Citibank, per conto dell’Inps, sta svolgendo operazioni per l’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati all’estero. “Sono interessati in questo round 128mila pensionati che risiedono in Nord-Centro-Sud America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, in alcuni Stati dell’Europa dell’Est e in singoli Paesi finora non interessati, come il Brasile”. Inoltre, “la verifica in corso coinvolge anche i pensionati di nuova liquidazione e quelli non inseriti nei precedenti accertamenti perché, ad esempio, si erano nel frattempo trasferiti in altri Paesi. In ogni caso è stata evitata fin che possibile una ripetizione dell’accertamento ai pensionati già contattati”. Va ricordato che in caso “di mancata risposta, il pagamento della rata di luglio potrà avvenire esclusivamente in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza” e se si prolungherà “il silenzio dell’interessato, il pagamento della pensione sarà sospeso dall’Inps a partire dalla rata di agosto 2019”.

QUOTA 100 E I TIMORI SUL GOVERNO

Nonostante il vertice a tre tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, che sembra aver scongiurato una crisi di Governo imminente, c’è chi teme che l’esecutivo possa cadere e che la riforma pensioni con Quota 100 possa essere cancellata. Un lettore del sito di Repubblica ha infatti chiesto all’esperto pensioni cosa potrebbe succedere alla misura pensionistica in caso il Governo arrivasse al capolinea, visto che ancora non ha maturato i requisiti necessari a presentare domanda. “Nel caso di caduta del governo in carica si ritiene che sarà sempre e comunque salvaguardato il principio della certezza del diritto e l’abrogazione di questa forma pensionistica dovrà essere giustificata solo da urgenze della finanza pubblica di notevole entità”, si legge nella risposta a cura della Fondazione studi Consulenti del lavoro. Al momento non ci sono quindi segnali che possano indurre che si possa arrivare a queste conseguenze. L’importante, per l’esecutivo, sarà riuscire a superare lo scoglio della Legge di bilancio.

RIFORMA PENSIONI, ELSA FORNERO CRITICA QUOTA 100

A margine del convegno “L’Italia in Europa: l’onere delle scelte pubbliche sulla competitività delle imprese”, Elsa Fornero ha rilasciato delle dichiarazioni raccolte da alanews.it sulla riforma pensioni del Governo. L’ex ministra del Lavoro ha spiegato che con Quota 100 non si è inciso più di tanto sul sistema, anche perché non ha riscosso grande successo. Probabilmente perché, dal suo punto di vista, gli italiani hanno fatto qualche conto realizzando che non avrebbero poi incassato un assegno pensionistico all’altezza delle loro aspettative. Per Elsa Fornero, andare verso il ripristino delle pensioni di anzianità sarebbe una scelta sciagurata, anche perché il Nobel Franco Modigliani definiva tale strumento un furto ai danni dei lavoratori. Si è inoltre chiesta come faranno i giovani precari a pagare le pensioni di un numero crescente di anziani che, per fortuna e a grazie ai progressi di tecnologia e medicina, vivono di più e vanno in quiescenza prima per via degli interventi di riforma pensioni come quello del Governo.

RIFORMA PENSIONI, VICINO DECRETO PER TFS STATALI

La riforma pensioni con Quota 100 potrebbe trovare un buon riscontro nella Pubblica amministrazione. Se però si arriverà al varo della misura per consentire ai pensionandi di avere un anticipo sulla liquidazione fino a 45.000 euro. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, “questa settimana sono previsti gli ultimi approfondimenti tecnici sulla bozza di Dpcm che dovrà regolare il finanziamento bancario fino a 45.000 euro della liquidazione. Dopodiché il testo dovrebbe essere varato, si paure dopo i termini previsti (fine maggio) e quasi in contemporanea dovrebbe essere perfezionato l’accordo quadro tra Abi, Mef, ministero del Lavoro e Dipartimento Funziona pubblica, l’atto necessario per l’operatività delle banche con Inps”.

LA PROCEDURA PER I RICHIEDENTI

Il quotidiano di Confindustria spiega anche che verrà predisposto, come per l’Ape, un contratto tipo in modo da rendere più agevole la procedura. “Gli interessati, con una certificazione Inps del diritto di pensionamento acquisito e del Tfs riconosciuto, dovranno fare domanda di anticipo alla banca che a sua volta attiverà l’operazione con Inps”. Ci saranno quindi dei passaggi “burocratici” che si spera non siano lunghi. Non è ancora chiaro però da quando la misura potrà essere resa disponibile. Ricordiamo che l’anticipo non spetterà solo a chi usufruirà di Quota 100, ma per tutti i dipendenti pubblici che andranno in pensione. C’è quindi un certo interesse affinché si proceda celermente al varo del decreto e della relativa convenzione con l’Abi in modo da creare il minor numero di disagi possibili ai pensionandi.

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