Rischio nuova patrimoniale, quando?/ Prelievo allo 0,6% occhio al precedente tedesco

- Fabio Belli

Rischio nuova patrimoniale, quando? Prelievo allo 0,6% occhio al precedente tedesco: il prelievo forzoso potrebbe essere “retroattivo”.

Giuliano Amato
Giuliano Amato (LaPresse)

In Italia torna ad aleggiare il fantasma della patrimoniale. Il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani potrebbe diventare una possibilità concreta, considerando l’enorme crisi economica scatenata dall’emergenza coronavirus. Una problematica che si affaccia sistematicamente ogni qual volta ci si trova ad affrontare un momento di congiuntura economica negativa, ma che di fatto non si verifica dal 1992, quando l’esecutivo allora capeggiato da Giuliano Amato stabilì un prelievo dello 0,6% sui conti e libretti di risparmio. Una misura impopolare che non per niente viene imposta dopo essere già stata effettuata, e che in molti nel Governo stanno cominciando a paventare. Le fasce più ricche della popolazione saranno chiamate a dare un sostegno, ma nulla è deciso visto che l’imposizione di una patrimoniale solitamente è opera di un Governo tecnico, visto che difficilmente una ricandidatura alle elezioni può essere sostenuta da chi, volente o nolente, mette le mani nelle tasche degli italiani.

PATRIMONIALE, SI POSSONO METTERE I RISPARMI AL RIPARO?

Sicuramente una tassa patrimoniale è un qualcosa che in fase di crisi economica si vorrebbe provare a scongiurare, ma come detto non c’è modo di agire preventivamente se dovesse essere imposta. Per mettere al sicuro i risparmi, l’unica è giocare di anticipo e convertirli in qualcosa che non può essere toccata dal tanto temuto prelievo forzoso. Una mossa spesso suggerita è quella di trasferire il denaro dai conti bancari agli assegni circolari, ma si tratta di un falso mito: un’imposta alla Amato potrebbe applicarsi anche agli assegni già emessi e non ancora incassati. Ci sono poi i beni rifugio come l’oro o gli stessi contanti depositati in una cassetta di sicurezza, ma al tempo stesso bisogna fare grande attenzione al cosiddetto “precedente tedesco“: la pesante patrimoniale decisa nel 1952 prese a riferimento quanto posseduto a una data anteriore, cioè al 21 giugno 1948, vanificando così ogni mossa preventiva come prelievi o intestazioni fittizie. Alla fine, conviene forse tenere il conto attivo e sperare per il meglio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA