Roberto Anselmi Fiacchini, figlio Renato Zero/ Ecco quando arrivò l’adozione

- Morgan K. Barraco

Roberto Anselmi Fiacchini, figlio Renato Zero: la splendida storia d’amore che ha portato l’artista ad adottare il ragazzo.

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Renato Zero

Roberto Anselmi Fiacchini è entrato nella vita di Renato Zero molto prima di quel 2003 che ha spinto il cantante a rendere ufficiale la sua adozione. Il bodyguard che lo ha accompagnato spesso in giro per il mondo e nei tanti tour è diventato così il figlio adottivo di Zero. “Per me la famiglia vuol dire qualunque nucleo in grado di dare solidità e continuità”, ha confessato in passato a Tiscali, “la differenza la fa la quantità d’amore non l’appartenenza ai generi sessuali. Ho adottato un figlio perchè non volevo restare solo, non l’ho condizionato. Ho due nipoti meravigliosi”. All’epoca dei fatti, sono state molte le critiche che hanno colpito duramente il cantautore per via della sua scelta. Del tutto legale del resto, visto che già allora la legge italiana permetteva anche a un single di adottare un figlio, purchè quest’ultimo fosse maggiorenne e senza genitori. Zero è riuscito così a creare quella famiglia che presto si è allargata, grazie alle nozze di Roberto con Emanuela Vernaglia, da cui ha avuto poi due figlie. Non tutto però è andato come il previsto: la coppia si è separata, poi ha ricevuto lo sfratto ed è andata anche in causa per maltrattamenti. “Potrei andare a vivere altrove ma resto a Roma vicino al padre“, ha detto sei anni fa la Vernaglia a Domenica Live, “perchè siamo io e lui che dobbiamo decidere come far crescere queste bambine, non gli avvocati. E il nonno dov’è? E’ sempre stato molto affettuoso nei miei confronti”. Qualcosa quindi era cambiato nel rapporto fra Zero e la famiglia del figlio adottivo: l’ex nuora ha accusato il cantante di essersi dileguato in seguito ad ognuna delle due separazioni vissute dalla coppia. Ritornando ‘splendido’ solo durante il breve periodo di riavvicinamento.

Roberto Anselmi Fiacchini, figlio Renato Zero: un 2012 particolare

Il 2012 è stato un anno particolare per Roberto Anselmi Fiacchini, il figlio di Renato Zero. Va collocata in quell’anno infatti la crisi con conseguente separazione vissuta dal bodyguard con la moglie Emanuela Vernaglia. “Gli animi erano accesi, c’erano delle discussioni per gli assegni di mantenimento“, ha detto lo scorso ottobre l’avvocato Anna Maria Anselmi a Storie Italiane. Il difensore di Roberto infatti ha sottolineato come le liti siano iniziate a causa della vita coniugale, degli assegni di mantenimento e persino per la casa. “Se una coppia arriva a separarsi ci sono delle situazioni difficili”, ha aggiunto, “in questo contesto, la moglie di Roberto presentò una denuncia indicando alcuni episodi, senza far riferimento a violenze fisiche, ma solo verbali e psicologiche, contrasti nell’educazione dei figli“. In seguito l’accusa contro Anselmi Fiacchini è stata però trasformata in maltrattamenti in famiglia, anche se Emanuela un anno più tardi ha chiesto di non voler proseguire come parte civile. E sette anni più tardi, mentre il processo è andato avanti con la richiesta del Procuratore di un anno e 4 mesi di detenzione per il bodyguard, la coppia ha ritrovato la forza di riunirsi e di ritornare ad essere marito e moglie. Lo scorso novembre invece la svolta: Roberto è stato assolto con formula piena dall’accusa di maltrattamenti. Il giudice infatti non ha trovato elementi utili per sostenere la tesi, sottolinea Il Corriere della Sera, anche grazie alla decisione della Vernaglia di ritirare la denuncia sporta in precedenza nei confronti del marito. Non si sa nulla invece dei rapporti della coppia con Renato Zero, quest’ultimo al centro di una puntata di Techetechetè di oggi, sabato 4 aprile 2020.



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