Roberto Speranza/ “Quarta ondata anche in Italia, da irresponsabili non preoccuparsi”

- Alessandro Nidi

Roberto Speranza ha sottolineato come la nuova recrudescenza pandemica nel nostro Paese non debba essere sottovalutata: “Non ne siamo fuori”

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Roberto Speranza (Parliamone, 2021)

Roberto Speranza, ministro della Salute, è intervenuto in collegamento audiovisivo nel corso del secondo Congresso nazionale dei professionisti sanitari. Le sue parole sono state trasmesse in diretta da “Parliamone”, trasmissione di Rai News 24: “Solo un irresponsabile non sarebbe preoccupato in una situazione del genere – ha esordito il membro dell’esecutivo Draghi, riferendosi alla pandemia di Coronavirus in atto –. I numeri sono chiari, molto meglio di altre mille parole o locuzioni. I numeri dell’Italia sono differenti dal resto d’Europa, ma comunque in crescita. La Germania, modello di virtuosismo, fa 65mila contagi al giorno, la Francia 20mila. L’Austria, Stato a noi vicino, caro e amico, fa oltre 14mila casi con nove milioni di abitanti. L’Olanda fa ormai costantemente 20mila casi al giorno”.

Con numeri del genere, che l’Oms ha fotografato come una nuova vera ondata, “significa che siamo dentro una quarta ondata significativa e l’Italia non è fuori da questa sfida e non può pensare di esserlo”, ha aggiunto il ministro, rammentando ancora una volta l’importanza della somministrazione dei vaccini anti-Covid.

SPERANZA: “VACCINI? INSISTERE E CONVINCERE GLI SCETTICI”

Nel prosieguo del suo intervento, Roberto Speranza ha sottolineato che il quadro più moderato che si sta palesando in Italia è connesso a un tasso di vaccinazione molto alto, più alto di quelli dei Paesi enumerati in precedenza. “Ogni persona in più che si vaccina – ha spiegato –, consente a noi tutti di avere uno scudo difensivo più forte e di affrontare al meglio i prossimi mesi, che non saranno facili, visto che in autunno e in inverno si sta più al chiuso e si aprono meno le finestre”.

Individuata anche la direzione da seguire: “Noi dobbiamo insistere con le misure farmacologiche, a cominciare dai vaccini. Useremo anche gli altri strumenti a nostra disposizione, come gli anticorpi monoclonali. Bisogna altresì continuare a insistere a convincere le persone che hanno ancora dubbi. Io penso che tutti gli operatori sanitari abbiano una straordinaria capacità di utilizzare la loro forza di persuasione. Alcuni cittadini hanno assunto una posizione ideologica, di pregiudizio, ma ce ne sono altri che hanno semplicemente paura dell’inoculazione dei sieri”.







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