CASA POUND/ Roma, impedito l’ingresso a scuola ai bambini rom

- La Redazione

Manifestanti appartenenti all’estrema destra avrebbero impedito secondo le accuse l’ingresso in alcune scuole della periferia romana ai bambini figli dei nomadi rom

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Immagine di archivio (infophoto)

Secondo la denuncia fatta dalle associazioni Eureka e Arci solidarietà, gli attivisti di Casa Pound e Blocco studentesco, formazione giovanile di estrema destra, avrebbero impedito l’ingresso nelle loro scuole ad alcuni bambini e ragazzi di etnia rom. E’ successo nella periferia nord di Roma: circa cinquecento attivisti hanno dimostrato davanti alle scuole, ma smentiscono aver impedito l’ingresso nelle scuole stesse. Era comunque una manifestazione anti rom, per reagire, dicono loro, al lancio di pietre da parte di alcuni nomadi nei giorni scorsi contro gli studenti degli istituti Tacito e Domizia Lucilla. Anche questa accusa sarebbe stata smentita dagli studenti stessi delle scuole. Sempre secondo la denuncia delle due associazioni prima menzionate, gli attivisti di destra avrebbero invece bloccato le uscite di un campo rom in via Lombroso e quindi bloccato l’ingresso alle scuole frequentate dai bimbi nomadi. Il deputato del Pd Maria Coscia ha presentato una interpellanza al ministro degli interni Alfano.



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