Ryan Pourjam ricorda papà morto in disastro aereo/ Video, “Non vorrebbe fossi triste”

- Raffaele Graziano Flore

Ryan Pourjam ricorda il papà morto nel disastro aereo in Iran, video: “Lui non vorrebbe che fossi triste: mi diceva di essere sempre positivo” ha detto il 13enne in un discorso pubblico

Ryan Pourjam, figlio di una delle vittime
Ryan Pourjam, figlio di una delle vittime (Web, 2020)

A distanza di alcuni giorni dal disastro aereo che ha visto un velivolo dell’Ukrainian International Airlines venire abbattuto a Teheran per errore da due missili sparati dalle forze dell’esercito, i famigliari delle 176 vittime piangono i propri cari mentre nel Paese islamico ma pure in Canada monta l’indignazione contro il regime per le bugie e le reticenze con cui è stato gestito il caso. E nelle ultime ore ha commosso pure il toccante discorso del piccolo Ryan Pourjam, 13enne figlio di una delle vittime che era a bordo dell’aereo e che, con grande dignità e parole che stanno facendo il giro del mondo, ha parlato non solo del genitore ma lo ha voluto ricordare al suo uditorio. Ryan infatti ha tenuto un discorso in quell’Università di Carleton, a Ottawa, spiegando pur con la voce rotta dalle lacrime che in vita suo papà gli ha insegnato a essere sempre positivo, anche in momenti difficili come questo. “Lui mi diceva di ridere sempre anche quando è difficile farlo” ha spiegato il 13enne, raccontando alla platea pure alcuni aneddoti a proposito di suo padre Mansour.

AEREO PRECIPITATO IN IRAN: TOCCANTE DISCORSO DEL FIGLIO DI UNA VITTIMA

“Ora che è passata quasi un settimana da questa terribile tragedia mi sembra di essere ancora dentro un sogno” ha detto al microfono il piccolo Ryan, ammettendo di non aver ancora realizzato come il papà possa essere morto in una circostanza del genere. “Però so che se ora stessi sognando e mio padre Mansour mi svegliasse, mi direbbe che tutto andrà per il meglio e so che così sarà” ha detto l’adolescente mostrando nell’occasione una fermezza d’animo e un coraggio che ha stupito tutto il suo uditorio, nonostante le pause dettate dall’emozione del momento. Anzi, dimostrando molti più anni di quelli che ha il ragazzino ha voluto dare una lezione a tutti, spiegando che non ricorda un singolo episodio in cui Mansour mostrasse negatività, sia nel parlare che nei comportamenti. “Questo capitava anche quando rimanevamo bloccati nel traffico, per dire: è per questo che ora non voglio parlare delle cose negative perché se ora lui fosse vivo e se qualcun altro fosse morto al posto suo, sarebbe qui a dire le stesse cose che dico io” ha ammesso candidamente Ryan, strappando l’applauso commosso di tutti i presenti.



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