Sala “Con la Sardegna sono stato ‘ruvido’”/ Solinas “No a quarantena per chi arriva”

- Davide Giancristofaro Alberti

Sembra essere tornato il sereno fra il sindaco di Milano, Beppe Sala, e il governatore della Sardegna, Solinas: ecco il post del primo cittadino meneghino

Beppe Sala in Duomo a Milano
Beppe Sala davanti al Duomo di Milano (LaPresse, 2020)

Netto passo indietro da parte del sindaco di Milano Beppe Sala, dopo le dure parole nei confronti della Sardegna e del governatore Solinas degli scorsi giorni. Attraverso la propria pagina Instagram il primo cittadino meneghino ha postato una foto della sua vecchia barca che “negli ultimi anni”, ha sempre lasciato “in Sardegna, prima alla Maddalena e poi a Cagliari”. Sala ha aggiunto “Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio ‘me ne ricorderò’, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda”. Mea culpa quindi del sindaco del capoluogo lombardo dopo che negli scorsi giorni aveva dato vita ad una querelle a distanza con il presidente sardo, Solinas, che chiedeva un patentino di immunità a chi fosse andato in vacanza sulla splendida isola, messaggio rivolto in particolare ai lombardi. “So di essere stato ruvido – ha aggiunto e ribadito – ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini”.

SALA SI SCUSA CON LA SARDEGNA, SOLINAS: “PER VENIRE QUI BASTA UNA PRENOTAZIONE”

Sala ha concluso il suo post di scuse scrivendo: “Penso che il sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo. Tutto qui”. Nel frattempo, quasi come a voler rispondere alla mano tesa di Sala, il governatore Solinas ha fatto a sua volta un passo indietro sul passaporto sanitario, annunciando: “Dal 3 giugno non è più prevista la quarantena per i voli domestici”, aggiungendo che “Per venire in Sardegna dal 3 giugno è sufficiente fare una prenotazione, e noi invitiamo tutti i turisti a prenotare perché l’Isola intende accoglierli a braccia aperte”. Solinas ha poi chiarito: “Con il governo stiamo cercando di trovare un punto di intesa sul modello che noi proponiamo”, una sorta di certificazione di negatività risultante da un test “purché sia accreditato dallo Stato, anche sierologico va bene”.

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