Sallusti vs Boldrini: “Ddl Zan legifera sulle idee”/ Lei: “Dibattito sulle fake news”

- Alessandro Nidi

Scontro a Piazzapulita tra Alessandro Sallusti e Laura Boldrini sul Ddl Zan: scintille in televisione, in ballo l’articolo 4

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Sallusti vs Boldrini (Piazzapulita, 2021)

In occasione della puntata di “Piazzapulita” andata in onda su La 7 nella serata di ieri, giovedì 20 maggio 2021, si è assistito a uno scontro tra Alessandro Sallusti, neodirettore di “Libero”, e Laura Boldrini, avente come oggetto il Ddl Zan, argomento sul quale in Italia si sta facendo un gran parlare negli ultimi tempi e che è all’origine di contrasti e di divisioni nell’opinione pubblica. Ecco dunque che la questione è tornata in auge di fronte alle telecamere televisive, con il giornalista che, nell’ambito del suo intervento in collegamento audiovisivo, ha asserito che con questo disegno di legge “si legifera sulle idee e questo non va fatto”.

Un punto di vista che non ha trovato in accordo la Boldrini, anch’essa collegata con la trasmissione di La 7, come si evince dalle sue parole: “Non si può fare un dibattito basato sulle fake news, perché qui non si colpiscono i convincimenti e le opinioni. L’articolo 4 del Ddl Zan, Sallusti, fa salve le opinioni e le libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori o violenti”.

SALLUSTI VS BOLDRINI PER IL DDL ZAN: “NELLA MAGISTRATURA…”

Dopo la lettura dell’articolo 4 del Ddl Zan, Laura Boldrini, prima di concedere nuovamente la facoltà d’intervento ad Alessandro Sallusti, ha asserito che, in base a quanto esplicitato, “si potrà dire che gli omosessuali in coppia non piacciono, ma non si potrà dire ‘Andiamo a dare una lezione a quella coppia di omosessuali'”. Un’affermazione che non ha trovato assolutamente d’accordo il giornalista, il quale ha sottolineato come già al giorno d’oggi la situazione in tal senso sia (o dovrebbe essere: i recenti episodi di cronaca testimoniano che purtroppo non sempre è così, ndr) abbastanza delineata: “Attualmente, se io dico ‘Andiamo a menare uno perché è omosessuale’, mi dovrebbero arrestare per minacce o per qualche altro motivo. Quel ‘purché’ dell’articolo 4 del Ddl Zan è in mano a un giudice e abbiamo visto le bizzarrie e gli arbìtri che avvengono ultimamente all’interno della Magistratura del nostro Paese…”.



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