PROSTATA, “È UN ORGANO FEMMINILE?”: IL 53% DEGLI EUROPE LO PENSA/ Walter Artibani: “Serve consapevolezza”

- Matteo Fantozzi

La prostata ovviamente è un organo maschile, ma uno studio svela come in Europa la metà degli uomini non siano del tutto consapevoli di questo e lo associno alle donne.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Membro importante di Siu (Società italiana urologia) Walter Artibani ha specificato alcune cose importanti in merito alla prostata e alla prevenzione. Come riportato da La Stampa nella sua versione online questi spiega: “Avere coscienza dei sintomi è il fattore chiave per quella che deve essere una diagnosi precoce. Per esempio un sensibile numero di morti nei tumori maschili si verifica proprio perché la maggior parte degli uomini non affronta in maniera precoce le proprie condizioni di salute”. Quando poi non c’è grande chiarezza anche sulla struttura del fisico è ancora più difficile trovare una soluzione con il rischio addirittura di trovarsi di fronte a dei problemi poi molto difficili da superare. Conoscere invece alla perfezione il proprio corpo può portare a una giusta individuazione delle problematiche e a un modo intelligente anche di affrontare delle cure o eventualmente anche qualche esame approfondito. (agg. di Matteo Fantozzi)

La prevenzione è fondamentale, ma…

La prevenzione è fondamentale nella salute dell’organismo umano, ma tutto diventa più difficile se c’è scarsa conoscenza di come è fatto il nostro corpo. Questo viene da pensare dopo aver analizzato con attenzione i risultati della ricerca effettuata dall’Associazione Europea di Urologia. Addirittura il 54% degli uomini ignora di avere la prostata e pensa che questa sia un organo femminile. A Riccione è stato presentato questo studio durante il congresso della Siu (Società italiana urologia). Pare che il 27% del campione di uomini analizzati non sia in grado poi di posizionarla all’interno del corpo umano. La ricerca è stata svolta dall’Associazione Europea di Urologia che ha condotto uno studio su 2500 uomini tra Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. Il 27% dei pazienti non è nemmeno conscio del fatto che potrebbe ammalarsi di tumore.

Necessaria la sensibilizzazione

La sensibilizzazione a questo punto diviene un passo fondamentale anche perché sono fin troppi gli uomini che non sono a conoscenza di meccanismi abbastanza facili da intuire. Questa scarsa consapevolezza porta a trascurare dei fattori fondamentali e anche a un risultato diagnostico tardivo a volte decisivo per la possibile cura di un tumore o di un’altra patologia. Il segretario generale Siu e direttore del Dipartimento di Urologia dell’Aou di Verona, Walter Urbani, ha sottolineato come riportato da La Stampa: “Avere la coscienza dei sintomi è il fattore chiave per arrivare a una diagnosi precoce. Ad esempio un sensibile numero di morti nei tumori maschili si verifica proprio perché la maggior parte degli uomini non affronta precocemente le proprie condizioni di salute“.

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