CRPS, perché è la sindrome più dolorosa al mondo/ “Mi sento bruciare dentro”: l’agonia di una 29enne

- Paolo Vites

Secondo chi ne soffre sarebbe la malttia più dolrosa al mondo, colpisce il sistema nervoso provocando la sensazione che il corpo bruci dall'interno ecco di cosa si tratta

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E’ talmente dolorosa che molte delle persone che ne soffrono arrivano a togliersi la vita, non più in grado di sopportarne le sofferenze. Per questo viene chiamata “malattia del suicidio”, dal punto di vista medico definita in America CRPS, “sindone del dolore regionale complesso”. E’ una malattia rara, che nella maggior parte colpisce solo una parte del corpo, ma nel caso di Kayla Hansen, una 29enne americana, anche il corpo intero ed è il caso più grave, portando a sofferenze enormi e alla impossibilità di condurre una vita normale. Di che si tratta? In sostanza il sistema nervoso attacca il corpo, facendo letteralmente scoppiare bolle sull’esterno che si producono all’interno, facendo sentire il malato come se stesse bruciando dall’interno del corpo stesso. Non un bruciore esterno, dunque, ma interno. Di solito ne viene colpito un braccio o una gamba data la difficoltà di cure appropriate, si arriva ad amputare quell’arto, ma nel caso di questa donna tutto il corpo ne è colpito.

CRPS, PERCHÉ È LA SINDROME PIÙ DOLOROSA AL MONDO

La sindrome è definita il più alto stadio di dolore di cui si può soffrire, più di un parto (che di solito è definito il più alto livello di dolore che si possa subire), lo spezzarsi delle ossa, un tumore. La donna descrive così cioè che patisce: “Come se qualcuno mi versasse addosso della benzina e mi desse fuoco e mi gettasse in un compressore di rifiuti”. Tutto è cominciato quando le mani della donna, una ex direttrice di un ristorante, sono rimaste bloccate in una porta: la malattia è partita nel braccio e nella mano di destra per poi diffondersi in tutto il corpo. Le immagini mostrano una miriade di bolle e cicatrici sulla sua pelle. La prima volta che è stata vistata i medici hanno potuto osservare le bolle che si formavano dall’interno e scoppiavano, capendo così di cosa si trattava. Oggi non riesce neppure a lavarsi le mani e deve farsi trattare con una crema speciale numerose volte al giorno, impossibilitata anche ad uscire di casa. “Passo a letto tre o anche quattro giorni consecutivi quando la malattia esplode, colpendo ogni muscolo, ogni osso, ogni nervo del mio corpo” dice. La sindrome colpisce in un caso su 4mila.





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