RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI: 450MILA MORTI IN ITALIA ENTRO IL 2050/ “Impatto sui conti peggio di crisi 2008”

- Dario D'Angelo

L’aumentata resistenza dei batteri agli antibiotici tra le emergenze sanitarie ed economiche più incombenti: Farmindustria lancia l’allarme.

antibiotici 2018 pixabay
Antibiotici, foto da Pixabay

Aumenta la resistenza degli antibiotici e le stime per l’Italia per il prossimo trentennio sono tali da poter mettere in crisi l’interno Servizio sanitario nazionale: secondo Farmindustria, infatti, soltanto in Italia entro il 2050 saranno 450mila i morti determinati dalla resistenza agli antibiotici (Amr). L’impatto economico? Tredici miliardi di dollari e l’Italia è già oggi al primo posto tra i paesi Ocse per mortalità, con 10.780 morti l’anno a causa di infezioni da uno degli 8 batteri ormai resistenti ai farmaci antibiotici. Il presidente Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, come riportato dall’Ansa, ha rilevato che l’impatto economico di questa emergenza su scala globale “potrebbe avere nel 2050, nella peggiore delle ipotesi, ripercussioni più pesanti della crisi finanziaria 2008-9, come avverte la Banca mondiale per un totale di 2,4 mln di morti nei 33 Paesi Ocse entro il 2050”.

RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI: IL PROBLEMA DEGLI ALLEVAMENTI

Ma da dove deriva questa aumentata resistenza agli antibiotici dei batteri? Tra le cause principali c’è l’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti animali, in Italia più che negli altri Paesi. Fino al 75% degli antibiotici utilizzata per l’acquacoltura – spiega l’Ansa – “può disperdersi nell’ambiente circostante ed il 70% degli antibiotici è oggi impiegato proprio per gli animali”. Ranieri Guerra, assistant director general strategic initiatives dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dichiarato che l’antibiotico-resistenza “rappresenta il maggior rischio per la tenuta dei conti della sanità nei prossimi 10 anni, con un costo mondiale di 120 mld di dollari al 2050. Ed una grande problema è rappresentato dall’uso di antibiotici negli allevamenti animali, che innesca la catena della resistenza”. L’Oms a dirla tutta ha vietato l’uso di antibiotici per favorire la crescita degli animali, restringendone l’uso solo in caso di malattia e previa prescrizione. Farmindustria, però, ha individuato il problema nel “mercato nero parallelo, che sfugge ai controlli pur stringenti”.



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