TUMORE DELLA PROSTATA/ Aumenta il dato sulla sopravvivenza

- Matteo Fantozzi

Cambiano le prospettive sui tumori alla prostata, infatti senza dolori si vive 4 anni in più. Farmaci innovativi hanno permesso un percorso di cura migliore e più efficiente

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Immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

Il tumore della prostata è uno dei più comuni soprattutto negli uomini di una certa età. Di recente però è stato dimostrato come con cure alternative alla chemioterapia il dato sulla sopravvivenza sia in netto aumento. Sicuramente ci sono ancora approfondimenti da fare, ma si passa di una media di sopravvivenza di tre anni dopo la diagnosi a quella di quasi cinque. L’urologo dell’Azienda Ospedaliera Cosimo De Nunzio ha parlato come riportato da Repubblica, specificando: “Questo è un risultato di rilievo perché significa allungare la speranza di vita da tre a poco meno di cinque anni. Inoltre il farmaco ha aumentato da 16 a 47 mesi il periodo senza un peggioramento della sintomatologia dolorosa legata alla patologia“. Significa dunque che i pazienti non hanno avuto un incremento del dolore per circa due anni e mezzo. Aumenta quindi non solo la vita, ma anche la sua qualità cosa da non sottovalutare soprattutto nei malati di una certa entità. (agg. di Matteo Fantozzi)

Senza dolore si vive 4 anni in più

Cambiano le prospettive sui tumori alla prostata, infatti senza dolori si vive 4 anni in più. Farmaci innovativi hanno permesso un percorso di cura migliore e più efficiente anche per chi malato di un cancro metastatico. L’annuncio è arrivato durante il 34mo Congresso della European Association of Urology che si svolgerà fino al prossimo 19 marzo a Barcellona. Si passa dunque dall’aspettativa di vita precedente di tre anni a quella attuale che sfiora i cinque. Si può giovare dunque di una nuova cura che è in grado di effettuare un percorso alternativo alla chemioterapia e che è dunque in grado di evitare tutti gli effetti collaterali legati a questa. Si tratta in sostanza di terapie ormonali decisamente innovative e soprattutto “chemio-free”. Oltre alla scelta del farmaco migliore a seconda del caso c’è anche da capire che importante è la sequenza nella quale somministrarlo. Ancora una volta la scienza fa un passo in avanti che determina una rivoluzione in meglio per i malati.

Tumori alla prostata: i dati dello studio

Si è parlato di tumori alla prostata al Congresso di urologia che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona. Sono emersi dati interessanti sullo studio Latitude che ha seguito da vicino circa 1200 pazienti lungo un percorso durato cinque anni. Questi mostrano come i malati abbiano guadagnato oltre che anni di vita anche una interessante qualità. Le terapie ormonali con abiraterone porta a prolungare la vita dei pazienti per circa due anni. Invece il farmaco apalutamide dimostra come nelle persone che ancora non hanno sviluppato metastasi la loro comparsa si può prolungare di circa due anni. Ovviamente andranno approfonditi e perfezionati degli studi che ci aiutano a guadare al futuro con un po’ più di positività nei confronti di una delle malattie che continua a fare più morti in tutto il mondo.

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