Saman Abbas, caccia alla mamma: “Protetta in Pakistan”/ “Lei ha avuto un ruolo centrale”

- Silvana Palazzo

Omicidio Saman Abbas, ora è caccia alla mamma: "Qualcuno la protegge in Pakistan". Il legale del fidanzato della ragazza afferma che la donna "ha avuto un ruolo centrale"

Nazia Shaheen e Saman Abbas (Foto: Chi l'ha visto?) Nazia Shaheen e Saman Abbas (Foto: Chi l'ha visto?)

Nazia Shaeheen, la madre di Saman Abbas, è l’unico tassello mancante dell’omicidio. Poche ore dopo il delitto è scappata in Pakistan insieme al marito. Da allora sono passati 28 mesi e della donna si sono perse le tracce. Stando a quanto riportato dal Quotidiano Nazionale, tra i banchi del tribunale da tempo rimbalza la convinzione che la donna sia protetta da parentele influenti nella polizia locale. Ora che il padre di Saman, Shabbar Abbas, è tornato in Italia grazie all’estradizione, manca soltanto lei all’appello. I quattro uomini della famiglia accusati di omicidio, sequestro e soppressione del cadavere della 18enne sono tutti in carcere: zio e cugini a Reggio Emilia, il padre da poche ore è dietro le sbarre a Modena. Quindi, le energie degli inquirenti sono concentrate su di lei, in una corsa contro il tempo affinché possa essere giudicata “non in contumacia”.

Il quadro cautelare non è completato e continueremo a lavorare perché l’ordinanza venga integralmente eseguita. Continueremo a lavorare in silenzio e sottotraccia“, ha dichiarato il procuratore. Quindi, anche per la mamma di Saman Abbas resta pendente la richiesta di estradizione. Il maggiore Maurizio Pallante, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Reggio, tra i primi a occuparsi del caso, ha assicurato: “Ma non molleremo, come non abbiamo mai fatto in questo caso“. Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii (Unione comunità islamiche italiane), una delle parti civili nel processo, ritiene che con l’estradizione di Shabbar Abbasc’è più speranza che ci sia un’accelerazione anche sulla madre, per scardinare quella sub-cultura misogina che le dà protezione. Sono convinto che anche Nazia ora abbia i giorni contati“.

SAMAN ABBAS, PARLA IL LEGALE DEL FIDANZATO

L’estradizione per Saqib Ayub, fidanzato di Saman Abbas, “è una parola che non significa nulla, lui vuole solo giustizia per sé e per la sua ragazza“. Lo afferma l’avvocato Barbara Iannuccelli all’Avvenire, ricordando che il padre della ragazza, quando seppe della storia d’amore, “organizzò spedizioni punitive in Pakistan a casa dei suoi genitori, si presentò sparando in aria per spaventarli e indurre il figlio a interrompere la relazione“. Per questo è stato chiesto per loro un permesso di soggiorno in Italia, per garantire loro protezione. “Solo recentemente, grazie all’intervento del governo italiano, i genitori di Saqib sono riusciti a mettersi in salvo nel nostro Paese. Al contrario, la moglie di Hasnain Danish, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio, ha avuto il permesso di soggiorno per motivi di giustizia in tempi rapidissimi“.

Il legale del fidanzato di Saman evidenzia quanto l’estradizione di Shabbar Abbas sia un grande risultato per la giustizia italiana, ma anche per il Pakistan. “È un segnale di civiltà, di grande riconoscimento dei diritti umani, se si considera che casi come quello di Saman nel Paese sono frequentissimi“. D’altra parte, ritiene difficile avere la mamma di Saman in aula. “Shabbar dice che la moglie è in Inghilterra, ma non sono stati riscontrati spostamenti. Credo che nessuno si prenderà la briga di cercarla sul serio. Eppure io sono certa che lei ha avuto un ruolo centrale“. Nel video degli ultimi istanti di vita di Saman, si vede la mamma che sposta la mano del marito e porta la figlia sullo sterrato, “dove vengono inghiottite dal buio. Poi torna da sola. Infine, il padre esce e rincasa con lo zaino di Saman. Questo per me è la certificazione della natura familiare del delitto“.





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