Saman Abbas, il padre contro Stato italiano/ “Le hanno fatto lavaggio del cervello”

- Silvana Palazzo

Saman Abbas, il padre si scaglia contro lo Stato italiano: “Le hanno fatto lavaggio del cervello, l’hanno quasi convertita”. Le parole riportate da un testimone a Quarta Repubblica

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Saman Abbas

Il padre di Saman Abbas accusa lo Stato italiano di aver fatto «il lavaggio del cervello» alla figlia. «Ci sta trattando male, sta provando a cambiare la religione delle nostre ragazze», questa la versione che starebbe raccontando ai connazionali il padre della 18enne pakistana di cui non si hanno più notizie dallo scorso aprile. A rivelare le clamorose affermazioni di Shabbar Abbas è Quarta Repubblica, che in esclusiva le ha raccolte da una fonte anonima. A parlare ai microfoni di Maria Chiara Carbone, inviata del programma di Rete 4, è una persona vicina alla famiglia. Pesanti accuse all’Italia, dunque, da parte dell’uomo, rifugiatosi in Pakistan con la moglie Nazia Shaheen.

Non ha dubbi riguardo il fatto che sua figlia Saman «non credeva più a Dio e al Profeta» per «colpa dello Stato italiano». A detta di questo testimone, Shabbar è convinto che abbia delle responsabilità anche la polizia: «Ci porta via le figlie, facendo loro il lavaggio del cervello e portandole verso il cristianesimo e le volgarità».

SAMAN ABBAS, LE RIVELAZIONI SUL PADRE

«Non posso dire le bugie, sono anziano», ha detto il padre di Saman Abbas secondo questo testimone per negare di essere coinvolto nella vicenda. «Chi può uccidere le proprie figlie?», ha proseguito. Poi però ha lanciato accuse all’Italia: «L’hanno quasi convertita». Per la scomparsa la Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. A tal proposito, le ricerche del corpo, nell’ipotesi che sia stata uccisa e sepolta nelle campagne di Novellara, sono state sospese dopo circa 67 giorni di attività. Per ora tra gli arrestati c’è uno dei cugini della 18enne, Ikram Ijaz, fermato in Francia mentre tentava di arrivare in Spagna, ora nel carcere di Reggio Emilia. Invece lo zio di Saman e l’altro cugino sospettato del presunto delitto sono in fuga, ma per entrambi è stato messo un mandato di cattura internazionale. Invece i genitori di Saman Abbas sono rifugiati in Pakistan, a cui la Procura ha inoltrato richiesta di rogatoria internazionale.



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