Saman Abbas, rinviati a giudizio zio Danish e i due cugini/ Genitori ancora latitanti

- Chiara Ferrara

Per il caso di Saman Abbas sono stati rinviati a giudizio lo zio Danish Hasnain e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, oltre che i genitori latitanti

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Saman Abbas (Ore 14, 2021)

Danish Hasnain, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, come riportato da SkyTG24, sono stati quest’oggi rinviati a giudizio per l’omicidio di Saman Abbas: i tre uomini, che sono rispettivamente lo zio e i cugini della diciottenne pachistana scomparsa il 30 aprile 2021 da Novellara, sono stati arrestati all’estero, in Francia e Spagna, dove erano fuggiti. In questi mesi non hanno mai collaborato con la giustizia, tanto che il corpo della ragazza non è stato ancora ritrovato.

Gli inquirenti, in questi mesi di indagini, hanno convenuto sul fatto che la vittima sia stata uccisa poiché si era ribellata alla volontà della famiglia di un matrimonio combinato con un familiare più grande di lei. Il suo sogno era quello di sposare un coetaneo, anch’egli pachistano, conosciuto sui social network. È per questo motivo che aveva denunciato i genitori e si era rifugiata in un centro di accoglienza, da cui però è successivamente fuggita per recuperare i documenti nella sua abitazione, in cui alla fine ha trovato la morte.

Saman Abbas, rinviati a giudizio zio Danish e i due cugini: dove sono i genitori?

Oltre allo zio Danish Hasnain e ai due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, anche i genitori di Saman Abbas sono stati rinviati a giudizio. I due, però, nelle ore successive alla scomparsa della diciottenne, sono scappati in Pakistan, dove dovrebbero trovarsi tuttora: sono, infatti, latitanti. Da capire se potranno essere rimpatriati prima dell’inizio del processo, previsto il prossimo anno.

Il gup Dario De Luca, come riportato da SkyTG24, oltre a mandare a processo le cinque persone in questione accogliendo le richieste della Procura di Reggio Emilia che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ha fissato infatti la prima udienza del processo per la morte della giovane pachistana il 10 febbraio 2023. Intanto, si continueranno nei prossimi mesi a cercare i resti della vittima.







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