Samira El Attar/ Marito Mohamed resta in carcere “è viva, è scappata” (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Caso scomparsa Samira El Attar al centro della nuova puntata di Quarto Grado: il marito resta in carcere. Mohamed crede che possa essere ancora viva e in fuga

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Samira El Attar, mamma scomparsa (Quarto Grado)

Il caso di Samira El Attar sarà al centro della nuova puntata di Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4 in onda nella prima serata di oggi. Una scomparsa sempre più misteriosa, quella della donna e mamma di Stanghella, in provincia di Padova, che dallo scorso 21 ottobre è letteralmente sprofondata nel silenzio, facendo perdere ogni suo contatto. Oggi è il quarto mese dalla sua sparizione ed il marito Mohamed Barbri resta la sola persona indagata per l’omicidio e l’occultamento di cadavere. Gli inquirenti, infatti, sono sempre più certi che l’uomo abbia ucciso la moglie in preda ad una gelosia ed insana invidia nei suoi confronti oltre che per ragioni di carattere economico. Lui, di contro, dal carcere dove è stato condotto dopo la presunta fuga in Spagna, continua a proclamarsi innocente. A suo dire, la donna sarebbe viva ma soprattutto sarebbe fuggita. I motivi della presunta fuga di Samira, però, resterebbero un mistero rendendo così le sue dichiarazioni ancora una volta poco credibili.

SCOMPARSA SAMIRA EL ATTAR: IL MARITO RESTA IN CARCERE

Era attesa nelle passate ore la decisione del Tribunale del Riesame di Venezia rispetto al ricorso presentato dalla difesa del marito di Samira El Attar in merito alla sua scarcerazione. Ricorso che tuttavia è stato rigettato dal momento che il Riesame non ha accolto la tesi della difesa. Il 43enne marocchino, dunque, resta nel carcere a Verona con l’accusa di aver ucciso la moglie 43enne sua convivente e dalla quale ha avuto una bambina di quattro anni della quale ora si sta prendendo cura la nonna materna, Malika, giunta in Italia nelle passate settimane per seguire il caso da vicino. Mohamed era stato arrestato a Madrid, in Spagna. Aveva volontariamente lasciato l’Italia il primo gennaio scorso, dopo aver appreso di essere stato indagato ma lui nega si sia trattata di una fuga. A sostegno di ciò, come spiegato dal suo difensore, il fatto che Mohamed avesse con sé dei volantini in spagnolo relativi alla scomparsa della moglie che sperava di trovare in terra spagnola, ma anche il biglietto di ritorno del bus intestato a nome del suo cliente. Perla procura di Rovigo, tuttavia, si tratterebbe invece di un vero e proprio tentativo di fuga che andrebbe a confermare il suo coinvolgimento nella sparizione della moglie ma anche la necessità dell’arresto.

LA DECISIONE DEL RIESAME

Mohamed si è sempre difeso negando intanto un suo coinvolgimento nella sparizione della moglie Samira El Attar e asserendo di essersi recato in Spagna in cerca di notizie sul suo conto dopo una “soffiata”. Una versione dei fatti tuttavia ribaltata dal Riesame che ha deciso, almeno per il momento, di confermare la sua permanenza in carcere. Per conoscere meglio il ragionamento che ha portato i giudici a tale decisione occorre attendere il deposito delle motivazioni. E non è detto che la difesa dell’uomo rappresentata dall’avvocato Davide Pizzi possa impugnare questo verdetto. Nei giorni scorsi il marito di Samira aveva sostenuto un lungo interrogatorio di 4 ore al cospetto del pubblico ministero ma, come riferisce La Voce di Rovigo online, secondo le indiscrezioni l’uomo non avrebbe fornito sufficienti spiegazioni capaci di superare quelle che attualmente vengono considerate discrepanze e incongruenze legate al caso. Ad oggi, tuttavia, il corpo di Samira non è mai stato trovato. L’accusa insiste sul doppio movente del presunto delitto: da una parte la decisione della donna di mettere fine alla loro relazione, dall’altra l’aspetto legato al precedente, nei vizi dell’uomo dedito all’alcol ed al gioco.

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