Sanchez ‘riscrive’ la Costituzione in salsa LGBTQ/ Spagna: video Governo esalta gay, fluidità e lotte green

- Niccolò Magnani

La sinistra in Spagna celebra i 45 anni della Costituzione esaltando diritti LGBTQ e politiche green: Sanchez punta a "riscrivere" la Carta rispondendo alle polemiche di Pp e Vox

Sanchez giura sulla Costituzione Premier Pedro Sanchez giura sulla Costituzione di Spagna davanti al Re Felipe (LaPresse, 2023)

SANCHEZ: “FESTEGGIAMO LA COSTITUZIONE PER SFIDARE LA VIOLENZA MACHISTA”. E SCATTA LO SPOT IN SALSA LGBTQ…

Da pochi giorni ha giurato nuovamente come Premier di Spagna proprio su quella Costituzione che oggi celebra per i 45 anni dalla liberazione della dittatura franchista, eppure non si placano le polemiche sul leader socialista Pedro Sanchez. Sulla scia delle forti tensioni con le opposizioni per aver formato la coalizione di Governo – dopo aver perso le Elezioni contro il PP – solo stringendo patti con gli indipendentisti catalani condannati (con amnistia a Puigdemont e promettendo loro un nuovo Referendum sull’indipendenza della Catalogna), il n.1 del PSOE ha deciso di pubblicare un video-spot per i 45 anni della Costituzione celebrando i “capisaldi” della neo-sinistra “dei diritti”, dalle politiche green alla galassia arcobaleno LGBTQ.

«La Costituzione spagnola non appartiene a nessun partito. È il quadro fondativo della convivenza nel nostro paese», esordisce nel suo post sui social il Premier Sanchez, sottolineando di voler lavorare per i prossimi 4 anni «per una reale ed efficace uguaglianza tra tutti i cittadini»: in questo contesto di festa, il leader socialista vuole sollevare l’allarme «su un’uguaglianza che si sta spezzando a causa della violenza maschilista». Al termine del post, prima di tendere la mano al leader popolare Alberto Núñez Feijóo, Sanchez lancia l’attacco a chi lo contesta per il presunto “golpe” messo in atto pur di rimanere al potere di Spagna dopo le dimissioni in primavera: «di fronte a coloro che danno lezioni di costituzionalismo e si danno pugni sul petto, ricordano loro che il miglior modo per difendere la nostra Costituzione è rispettarla ogni giorno dell’anno e in più tutti i suoi articoli».

IL GOVERNO DI SINISTRA IN SPAGNA CELEBRA LA COSTITUZIONE ESALTANDO LE UNIONI GAY E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Le polemiche però erano nate per il video che solo qualche ora prima lo stesso Premier Pedro Sanchez aveva rilanciato sulle proprie pagine social: «45 anni fa, la Costituzione spagnola è nata come simbolo di uguaglianza e libertà e ha posto le fondamenta per costruire la Spagna che siamo oggi: un paese moderno, diversificato e plurale», scriveva ieri il leader del Governo più a sinistra d’Europa, aggiungendo «La Costituzione è il quadro fondamentale della nostra convivenza. Riflette ciò che siamo e ciò che vogliamo essere».

Il tema è che nella giornata dell’unità di Spagna davanti alla Costituzione, il Governo socialista punta dritto ai “capisaldi” della propria ideologia politica; dalle politiche ecologiste alle unioni gay passando dalla fluidità di genere. «Secondo la Costituzione nessuno può dirti chi essere e chi amare», rilancia il testo della clip diffusa dal Governo Sanchez il 6 dicembre. Immagini di effusioni LGBTQ e manifestazioni sul cambiamento climatico nell’ottica di “riscrivere” quasi il contenuto della Corte: «Costituzione spagnola difende i tuoi diritti», aggiunge lo spot, così come quando si sottolinea «nessuno può dire che il cambio climatico non è importante». E così prendendo spunto dal programma elettorale del PSOE e del blocco SUMAR, Sanchez sembra dare pieno seguito alla promessa di alcuni parlamentari di sinistra che in Parlamento hanno preferito giurare «sui diritti LGBTQ, femministi ed ecologisti». Il tutto per celebrare una Costituzione che, in teoria, dovrebbe essere a garanzia di tutti e non solo di una “parte”, pur se pienamente legittima.

P.s. Immaginare infatti che un possibile Governo a guida Popolari-Vox avesse lanciato come video di celebrazione ufficiale dei 45 anni della Costituzione una serie di immagini legate alla tradizione cattolica, all’impegno per la vita contro gli aborti e gli appelli contro l’eutanasia. Che cosa sarebbe successo? Quante ondate di indignazione si sarebbero levate da Madrid alla Commissione Europea fino magari alle Nazioni Unite?







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