Scialpi: “Mia madre? Ero io suo marito”/ “Quando si ammalò non riuscivo ad andarla a trovare…”

- Lorenzo Drigo

Scialpi a Domenica In con Mara Venier ha parlato del rapporto con sua madre, che da piccolo le fece anche da padre, fino a quando si ammalò tragicamente di Alzheimer

scialpi 640x300 Scialpi (Domenica In)

Scialpi ospitato a Domenica In da Mara Venier ha parlato del rapporto con i suoi genitori, spiegando perché non ebbe un rapporto con suo padre e, soprattutto, dell’amore infinito provato per la madre. Questa, infatti, durante tutta la sua infanzia gli fece sia da padre che da madre ed oggi racconta che “in realtà il marito di mia mamma non era mio papà, ma ero io. Lui era leone, una persona molto chiusa e non intraprendente, e la lasciava a casa, quindi io la portavo sempre ovunque andassi. Eravamo noi la coppia”, racconta scherzosamente Scialpi, “e con la mamma ho avuto mille avventure e occasioni per stare assieme”.

Scialpi: “Ho assistito mia madre per 12 anni”

“Era gelosa”, ricorda ancora Scialpi parlando di sua madre, “ma sapeva che non mi poteva mettere il guinzaglio, non poteva dirmi cosa fare. Scoprì che ero omosessuale”, racconta, “perché mi sorprese mentre baciavo, chiuso in camera, il mio primo ragazzo, poi se n’è parlato tranquillamente. Le dissi che ero innamorato di Claudio, lui piangendo mi diceva che la vita era lunga e sarebbero successe mille cose diverse”. Sostiene che lei, come suo padre, “aveva capito subito che ero omosessuale, ma non me lo aveva mai detto”, forse per non farlo soffrire o costringerlo ad ammetterlo.

Tutto cambiò quando la madre si ammalò di Alzheimer, e Sciapli decise di lasciare tutto quello che stava facendo per assisterla. “Ho fatto quello che lei ha fatto quando ero piccolo”, racconta, “le sono stato vicino per 12 anni, all’inizio era facile perché la prendevo e la portavo in giro, era tutto bello, ma l’Alzheimer ha un decorso molto brutto e di conseguenza le difficoltà aumentavano di mese in mese e non me la sentì di lasciarla come un pacco da qualche parte. Sono rimasto al suo fianco fino alla fine. Nella parte finale penso che mi riconoscesse, perché anche se non parlava intuivo che c’era la felicità di vedermi quando andavo a trovarla mentre era ricoverata. Sono andato a trovarla poche volte“, ricorda con rammarico Scialpi, confessando, però, che fu solo “perché mi faceva soffrire non poterle stare vicino sempre, dover andare via”.





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