SCIENZA & STORIA/ Duecentesimo anniversario della scoperta della termoelettricità

- Emanuele Ortoleva

Nel 1821 lo scienziato Thomas Johann Seebeck rendeva nota al mondo scientifico la scoperta della termoelettricità, fenomeno che ha importanti applicazioni in campo tecnologico.

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In occasione di questo anniversario l’autore tratteggia brevemente il profilo scientifico dello scopritore della termoelettricità. Descrive le caratteristiche essenziali del fenomeno e le sue applicazioni, quelle ormai entrate nell’uso comune e quelle, stimolate dalla nascita del problema energetico, che sono ancora oggetto di studio, anche in connessione con la ricerca di nuovi materiali.

 

Ogni volta che usiamo un frigorifero o accendiamo un moderno fornello a gas utilizziamo senza rendercene conto una scoperta di duecento anni fa: nel primo caso una termocoppia misura la temperatura attivando o spegnendo il sistema di refrigerazione in modo da mantenere la temperatura costante, nel secondo una termocoppia fa sì che l’afflusso di gas sia possibile solo in presenza della fiamma. Il fenomeno su cui è basato il funzionamento di una termocoppia si chiama effetto Seebeck e consiste nel fatto che quando si uniscono gli estremi di due materiali diversi, conduttore o semiconduttore, e si tengono a temperature differenti si genera una corrente elettrica.

Il primo a studiare il fenomeno e a descriverlo in un articolo scientifico del 1821 è stato Thomas Johann Seebeck il quale aveva notato che scaldando una delle due giunzioni si verificava la rotazione di un ago magnetico. Seebeck classificò la sua osservazione come un fenomeno di magnetismo, ma Hans Christian Oersted (1777-1851), che l’anno prima era arrivato a riconoscere gli effetti magnetici di una corrente elettrica, correttamente interpretò l’osservazione di Seebeck come la generazione di una corrente nei conduttori del dispositivo e introdusse il termine termoelettricità.

 

Thomas Johann Seebeck

 

Thomas Johann Seebeck era nato nel 1770 a Tallinn in Estonia che allora faceva parte dell’impero russo; la sua era una di quelle famiglie di commercianti tedeschi insediati da generazioni nelle città anseatiche del baltico. Studiò medicina a Berlino e a Gottinga, ma ben presto abbandonò la pratica medica per la ricerca scientifica. Nel 1814 fu accolto come membro dell’Accademia delle Scienze di Berlino.

 

Thomas Johann Seebeck (1770–1831)

 

Il suo primo interesse fu lo studio della luce e divenne il più stretto consigliere di Johann Wolfang von Goethe (1749-1832) nell’analisi dei colori; bisogna tener presente che il poeta era anche molto interessato alla fisica della luce ed è stato anche autore di una teoria della percezione dei colori. Dal 1802 al 1810 Seebeck e Goethe fecero esperimenti sullo spettro della luce.

 

 

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Emanuele Ortoleva (già docente di chimica, Università degli Studi di Milano)



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